Nel paesaggio dell’Afar, in Etiopia, si cela un affasciante processo geologico. In tale angolo del Corno d’Africa, le profondità della Terra si stanno lentamente aprendo. L’Afar è un punto di incontro unico. Qui tre enormi sistemi di frattura, il Rift del Mar Rosso, quello del Golfo di Aden e il Rift Etiopico, si incontrano e si allontanano. Trasformando così il suolo etiope in un laboratorio naturale per lo studio della dinamica terrestre. Il fenomeno ha radici profonde e complesse. Fino a poco fa, si pensava che la separazione della crosta in tale zona fosse alimentata da una forza continua proveniente dal mantello. Eppure, una recente ricerca internazionale, coordinata da Emma Watts dell’Università di Swansea, ha rivelato un quadro ben diverso.
Il fenomeno del magma che spacca la terra
Derek Keir, altro autore dello studio, ha sottolineato l’importanza dei risultati ottenuti per la geologia globale. Non si tratta di una semplice spinta costante, ma di un movimento pulsante. Quest’ultimo è guidato da un’enorme colonna di magma che si muove a ondate, quasi respirando e si solleva periodicamente dal mantello terrestre. Rappresenta il vero motore del processo di fratturazione continentale osservato nell’Afar.
