Il consumo di cibi surgelati sta conoscendo una nuova spinta in Europa. Ciò non solo per la necessità di risparmiare tempo in cucina. Ma anche dalla crescente consapevolezza ambientale dei cittadini. A tal proposito, è utile esaminare quanto emerso dallo studio “Frozen in Focus” curato da Nomad Foods. Secondo l’azienda, che controlla marchi come Birds Eye e Findus, quasi un europeo su due acquista alimenti congelati. Ciò con lo scopo di contrastare lo spreco alimentare. Gli alimenti surgelati, grazie alla loro lunga conservazione, infatti, rappresentano una soluzione concreta per limitare la quantità di cibo che viene gettata quotidianamente. A ciò si aggiunge l’impatto ambientale dei rifiuti organici, che in discarica producono metano, un gas serra estremamente dannoso.
Cibo surgelato usato in Europa come rimedio contro gli sprechi
Non è un caso se organizzazioni come FareShare promuovono il congelamento come strategia utile a ridurre sprechi ed emissioni. Ben Ashmore, portavoce dell’associazione, ricorda che nel solo Regno Unito lo spreco di cibo ha generato 18 milioni di tonnellate di gas serra. Ciò solo tra il 2021 e il 2022. Intervenire su tali numeri con soluzioni accessibili come il congelamento può, dunque, fare la differenza.
Il sondaggio di Nomad Foods, che ha coinvolto 7.500 individui, evidenzia anche come il comportamento dei consumatori vari da paese a paese. Gli inglesi guidano la classifica con il 60% di preferenze per i surgelati in funzione antispreco. Seguiti da italiani e francesi. Anche se più marginale, una fetta di consumatori (dal 7% al 15%) considera i surgelati utili a rendere il sistema alimentare più sostenibile. Un dato che riflette una sensibilità in crescita, soprattutto in Paesi come la Svezia.
David Pettet, esperto di sostenibilità per Nomad Foods, sottolinea l’importanza dei surgelati nel creare un sistema alimentare più efficiente e responsabile. Non si tratta più solo di comodità, ma di una scelta che riflette valori precisi. In un contesto sempre più attento all’ambiente, interventi simili evidenziano come anche le piccole scelte quotidiane degli utenti possono fare la differenza.
