Nello stabilimento BMW di Steyr, in Austria, si respira un’aria diversa rispetto a quella di molti concorrenti. Qui non si parla di addio ai motori a combustione, ma di continuità. Per la casa tedesca, infatti, la tecnologia endotermica non rappresenta un capitolo chiuso, bensì una risorsa da valorizzare ancora per finanziare il passaggio all’elettrico. A confermarlo è Klaus von Moltke, direttore dell’impianto, che ha definito i motori a combustione la base del futuro. Solo nel 2024, da Steyr sono usciti 1,2 milioni di motori, ma non si tratta solo di quantità. BMW continua a investire anche in efficienza e innovazione, adattando i propri propulsori alle più severe normative europee.
BMW punta su combustione ed elettrico: flessibilità e crescita senza scadenze
La visione di BMW è che la transizione verso l’elettrico deve essere graduale, non forzata. Il gruppo tedesco non ha mai imposto una scadenza definitiva per l’abbandono dei motori a combustione, a differenza di molti altri costruttori. Tale strategia si basa su una maggiore libertà di scelta per i clienti e sulla coesistenza tra tecnologie diverse. I carburanti alternativi, come l’HVO100, e le soluzioni ibride affiancano così lo sviluppo di motori elettrici di nuova generazione.
L’approccio di BMW guarda al lungo termine. I veicoli elettrici rappresentano oggi il 17,4% delle vendite complessive, ma l’obiettivo è quello di arrivare al 50% entro il 2030. Nel primo trimestre del 2025 si è già registrata una crescita del 19%. La nuova generazione di motori elettrici, pronta a debuttare con la nuova iX3 al Salone di Monaco, testimonia l’impegno nella mobilità sostenibile. Ma in contemporanea, BMW non rinuncia a versioni tradizionali ad alte prestazioni come la M5 ibrida o la futura M3 sei cilindri.
Questo doppio binario, se da un lato consente maggiore adattabilità ai mercati e riduce la dipendenza dalle batterie, dall’altro impone costi più alti e una gestione industriale più complessa. In più, l’azienda rischia di essere percepita come meno innovativa rispetto a chi ha scelto un’elettrificazione più radicale. In ogni caso, per BMW, il compromesso vale il risultato. Insomma, non tagliare definitivamente con il passato, ma usarlo per costruire un futuro migliore e più flessibile.
