Il Giappone ha dato il via ufficialmente allo sviluppo di FugakuNEXT, il supercomputer destinato a raccogliere i frutti dell’eredità del celebre Fugaku, per anni al vertice della classifica mondiale delle macchine di calcolo più potenti. Il progetto, guidato da RIKEN in collaborazione con Fujitsu e l’agenzia nipponica per le scienze tecnologiche, punta a creare un sistema capace di raggiungere prestazioni incredibili entrando nella ristretta élite degli “exascale computers”.
FugakuNEXT sarà utilizzato in una vasta gamma di ambiti: dalla simulazione di nuovi materiali pensati per diversi usi all’applicazione con l’intelligenza artificiale, passando per la meteorologia, la medicina personalizzata e la ricerca sul cambiamento climatico. Il suo design, invece, sarà basato su architettura ARM avanzata, ma con moduli potenziati per gestire carichi misti di calcolo scientifico e AI generativa. Una combinazione potenziata che non farà fatica a battere la concorrenza.
Giappone senza rivali, aspettative altissime per l’arrivo del supercomputer FugakuNEXT
Una delle innovazioni chiave sarà l’efficienza energetica. Secondo i primi dettagli, il sistema sarà progettato per ottimizzare ogni ciclo di lavoro rispetto al consumo elettrico, con l’obiettivo di diventare il supercomputer più sostenibile mai realizzato. Anche il sistema di raffreddamento sarà rivoluzionario, probabilmente realizzato a liquido, per ridurre rumore e dispersione termica. Il progetto riceverà finanziamenti pubblici e privati per diversi miliardi di yen, con l’obiettivo di entrare in funzione entro il 2028.
Secondo RIKEN, FugakuNEXT avrà capacità predittiva senza precedenti, utile per modelli meteo diffusi in tutto il mondo, simulazioni di emergenze naturali e test di nuovi farmaci con tecniche di modellazione molecolare avanzati. L’investimento conferma la strategia giapponese di puntare sull’hardware per confermare la posizione di leader nella scienza computazionale. Mentre Stati Uniti, Cina ed Europa accelerano lo sviluppo dei propri progetti exascale, il Giappone risponde con una macchina che si propone non solo come più veloce, ma anche più intelligente e sostenibile.
