Le dimissioni di Marty Makary dalla guida della FDA (Food and Drug Administration) sono arrivate martedì, pochi giorni dopo che era trapelata la notizia dei piani della Casa Bianca per rimuoverlo dall’incarico. Una vicenda che intreccia politica, salute pubblica e interessi dell’industria del tabacco in modo piuttosto clamoroso, e che ruota attorno a un tema apparentemente banale, le sigarette elettroniche aromatizzate alla frutta.
Trump ha confermato le dimissioni sui social media, pubblicando quella che sembra essere un’immagine di un messaggio di testo in cui Makary scrive: “Dr. Presidente Trump, accetti le mie dimissioni, con effetto immediato.” In un altro post, Trump ha elogiato il lavoro del commissario uscente, definendolo “un gran lavoratore, rispettato da tutti”, destinato a “una carriera eccezionale in medicina.” Ha poi annunciato che Kyle Diamantas, il principale responsabile della regolamentazione alimentare alla FDA, assumerà il ruolo di commissario ad interim.
Parole di stima che stridono parecchio con quanto circolava solo pochi giorni prima. Venerdì scorso, infatti, fonti interne all’amministrazione avevano diffuso con una certa insistenza i piani per la cacciata di Makary, elencando una lunga serie di contrasti tra il commissario e la Casa Bianca.
FDA: lo scontro sulle sigarette elettroniche aromatizzate
Secondo persone vicine a Makary, l’ex chirurgo oncologo della Johns Hopkins University ha deciso di dimettersi dopo che Trump gli ha sostanzialmente forzato la mano sull’autorizzazione delle sigarette elettroniche ai gusti di frutta. Makary avrebbe resistito a lungo, preoccupato che i gusti appetibili per i più giovani potessero rilanciare il consumo e la dipendenza tra gli adolescenti, un problema che esperti e funzionari della sanità pubblica cercano di contrastare da anni. La sua posizione, però, si scontrava frontalmente con la promessa elettorale di Trump di “salvare il vaping” e con gli interessi dell’industria del tabacco.
A inizio maggio, era emerso che Trump aveva chiamato Makary durante un fine settimana per rimproverarlo di non muoversi abbastanza in fretta nell’autorizzare i vaporizzatori aromatizzati, in particolare quelli al mentolo, mango e mirtillo prodotti dal marchio Glas di Los Angeles. La FDA aveva poi autorizzato quei prodotti nel giro di pochi giorni e aveva pubblicato una nuova policy per facilitare la commercializzazione dei vaporizzatori aromatizzati.
Un commissario che aveva scontentato praticamente tutti
La questione delle sigarette elettroniche non era l’unico fronte aperto. Funzionari dell’amministrazione Trump hanno fatto notare che Makary aveva irritato anche gli attivisti anti aborto, accusandolo di aver rallentato la revisione della sicurezza del mifepristone, il farmaco utilizzato per l’interruzione di gravidanza e il trattamento dell’aborto spontaneo.
Oltre a questo, Makary avrebbe avuto scontri con altri funzionari sanitari e veniva percepito come incapace di gestire la propria agenzia in modo efficace. Si era fatto nemici tra i lobbisti dell’industria biotech, del tabacco e farmaceutica. Nel frattempo, gli esperti di salute pubblica lo criticavano per le modifiche alle revisioni sui vaccini operate dalla FDA sotto la sua guida, modifiche che si allineavano all’agenda anti vaccini del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy.
“Ha offeso praticamente chiunque sia coinvolto nelle questioni della FDA, il che non è facile da fare,” ha dichiarato Diana Zuckerman, presidente del National Center for Health Research.
Secondo quanto ricostruito, sarebbe stato proprio Kennedy, e non Trump, a prendere la decisione di pianificare il licenziamento di Makary, anche se Trump doveva comunque dare il via libera. Le dimissioni di Makary dalla FDA chiudono un capitolo breve e turbolento, segnato da tensioni su più fronti che alla fine si sono rivelate insostenibili.
