Nonostante il cessate il fuoco appena sopraggiunto l’Iran ha deciso di implementare una strategia decisamente drastica per poter proteggere la propria infrastruttura digitale da presunte operazioni di Cyber Warfare, stiamo parlando della disconnessione totale della rete iraniana da quella Internet globale, una misura che è stata recentemente annunciata dalla portavoce governativa Fateme Mohajerani, la quale ha dichiarato che la riduzione della velocità di connessione attualmente in corso sarà temporanea e controllata con l’unica finalità di contrastare gli attacchi informatici.
Problemi per i civili
Gli effetti di questa strategia radicale di isolamento digitale stanno già ovviamente arrivando sulla popolazione, i civili i iraniani riferiscono infatti di non riuscire più ad accedere ai servizi di telecomunicazione essenziali come le applicazioni di messaggistica, le mappe digitali e in molti casi anche lo stesso Internet, questa situazione si è poi aggravata martedì quando i due principali operatori di telefonia mobile iraniani sono andati completamente offline.
A confermare il tutto sono i dati raccolti da società indipendenti che hanno confermato una significativi riduzione del traffico Internet proveniente dall’Iran insieme ad un aumento del 700% degli attacchi informatici registrati da Israele, questi attacchi vengono attribuiti alla sofisticate operazioni di hacking che vengono per l’appunto sponsorizzate dallo Stato iraniano, il quale dispone di capacità cibernetiche decisamente avanzate.
L’allarme però è stato esteso oltre i confini regionali del conflitto, numerose aziende statunitensi potrebbero infatti subire effetti collaterali legati per l’appunto a questa guerra cibernetica, situazione che pone però gli Stati Uniti all’interno di un tira e molla dal momento che un eventuale intervento potrebbe scatenare una rappresaglia informatica iraniana contro le infrastrutture critiche americane.
Si tratta dunque di un altro capitolo negativo all’interno di un contesto ovviamente dai tratti drammatici, parliamo ovviamente di quello del conflitto scoppiato in Medioriente ormai da diversi giorni e che soffre di numerose tensioni geopolitiche sotto certi aspetti difficili da sanare.
