A maggio, in Italia, si è respirata un’aria un po’ più fresca… anche sul fronte dell’elettricità. Il consumo è sceso leggermente rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, ma non è una notizia allarmante. Anzi, è il tipo di dato che richiede un po’ di contesto prima di trarre conclusioni. Per esempio, c’è stato un giorno lavorativo in meno rispetto al 2024 e le temperature si sono mantenute più basse. Due fattori piccoli ma concreti, che hanno ridotto la richiesta di energia – niente condizionatori a palla e una giornata in meno di produzione industriale.
Italia, maggio record: le rinnovabili superano il 50% della domanda
Se allarghiamo lo sguardo ai primi cinque mesi dell’anno, il fabbisogno elettrico complessivo è sceso solo lievemente. Ma il vero punto interessante, forse, è quello che succede dietro le quinte: mentre i consumi rallentano, la produzione da fonti rinnovabili accelera. A maggio, per esempio, le rinnovabili hanno coperto oltre la metà della domanda nazionale. È la percentuale più alta mai registrata in Italia, e in certi momenti del mese la produzione verde è riuscita addirittura a superare la richiesta. Una piccola rivoluzione, che avviene quasi in silenzio.
Fotovoltaico ed eolico continuano a crescere a buon ritmo, e anche la geotermia fa la sua parte. L’idroelettrico invece ha rallentato un po’, ma si sa, dipende molto dalle condizioni meteo. Meno acqua, meno energia. Eppure, nel complesso, l’energia pulita si sta facendo sempre più spazio, tanto che la produzione da fonti fossili è calata sensibilmente.
Un altro segnale forte arriva dagli accumuli: in tutta Italia sono ormai oltre 800mila, con una capacità che continua ad aumentare mese dopo mese. È il segno che stiamo imparando non solo a produrre energia in modo più sostenibile, ma anche a conservarla e gestirla meglio.
Insomma, in un mese in cui tutto sembrava rallentare, sotto la superficie si muove molto. E la transizione energetica italiana continua, un passo alla volta, spesso nei dettagli che non fanno rumore, ma cambiano il panorama.
