L’integrazione delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo nella rete elettrica ad alta tensione ha mostrato dinamiche in costante evoluzione. A fornirne un quadro aggiornato è Econnextion, la piattaforma digitale messa a punto da Terna, che si propone come osservatorio privilegiato per monitorare lo stato del sistema elettrico italiano. Uno degli elementi emersi riguarda l’elevata quantità di richieste di connessione alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN). Un fenomeno che va ben oltre le aspettative e gli obiettivi a lungo termine del Paese. Al 31 maggio 2025, risultano richiesti 351,5 GW complessivi per progetti da fonti rinnovabili. Tra cui fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico e biomasse. A ciò si aggiungono 34,9 GW destinati ai sistemi di stoccaggio energetico.
Nuove opzioni per rinnovabili e sistemi di accumulo
Il processo di connessione alla rete prevede varie fasi, partendo dalla Soluzione Tecnica Minima Generale (STMG). Quest’ultima rappresenta il primo passaggio in cui Terna formula una proposta tecnica che deve essere accettata dal proponente. Seguono l’accettazione formale, la fase di valutazione dei progetti, il rilascio del nulla osta. E, infine, la Soluzione Tecnica Minima di Dettaglio (STMD), che accompagna la firma del Contratto di Connessione. Solo al termine di tale iter un impianto può considerarsi pronto alla realizzazione.
Anche se il numero complessivo di richieste sia elevato, i dati mostrano una certa eterogeneità nell’evoluzione dei progetti. Tra aprile e maggio 2025, ad esempio, i progetti rinnovabili “ready to build” hanno subito un lieve calo. Mentre quelli legati allo stoccaggio sono cresciuti, riflettendo l’interesse crescente per soluzioni capaci di bilanciare la natura intermittente delle fonti verdi.
Nelle fasi finali del processo risultano oggi 8,54 GW di impianti rinnovabili pronti alla connessione. Di cui, la fetta più ampia (ben 6,45 GW distribuiti in 143 pratiche) riguarda il fotovoltaico. Seguito da 1,91 GW dell’eolico on-shore e, in misura minore, dallo 0,14 GW dell’idroelettrico.
Sotto il profilo geografico, la Sicilia emerge come capofila, con 3,36 GW di capacità in fase avanzata. Seguita da Lazio e Puglia, rispettivamente con 1,47 e 1,39 GW. Tali dati confermano il ruolo chiave del Mezzogiorno nello sviluppo dell’energia pulita in Italia.
Per quanto riguarda i sistemi di accumulo, si contano 3,2 GW nelle fasi conclusive del processo autorizzativo. La maggioranza è costituita da progetti “Stand-Alone” (2,87 GW). Mentre una quota minore si integra a grandi impianti fotovoltaici (0,27 GW) e a quelli eolici (0,05 GW). In tale segmento, è la Sardegna a distinguersi, con 1,12 GW di capacità pronta alla connessione.
