Una svolta epocale per il settore dell’energia nucleare arriva direttamente dagli Stati Uniti. Un gruppo di scienziati statunitensi ha presentato una nuova tipologia di combustibile basata sul torio. Questo materiale, spesso messo in secondo piano rispetto all’uranio, potrebbe rivoluzionare il panorama energetico grazie ad una combinazione di efficienza, sicurezza e meno rischi per l’ambiente.
Il nuovo combustibile è stato sviluppato dall’Oak Ridge National Laboratory (ORNL). Lo stesso centro che, negli anni ’60, aveva già esplorato le potenzialità del torio nei reattori a sali fusi. Rispetto all’uranio-235, il torio-232 non è fissile di per sé, ma può essere trasformato in uranio-233 tramite bombardamento neutronico. Il suo utilizzo consente di produrre energia in modo più stabile e con una generazione ridotta di scorie radioattive a lunga durata.
Torio in sostituzione – o combinazione – dell’uranio, la nuova scoperta sul fronte energetico da parte degli USA
Uno dei maggiori vantaggi di questo tipo di combustibile è la maggiore resistenza soprattutto al surriscaldamento. In caso di guasti al sistema di raffreddamento, il reattore può essere spento in modo passivo, evitando disastri come quello che si è verificato a Fukushima. Inoltre, il torio è abbondante sulla superficie terrestre – quasi tre volte più dell’uranio. Nonostante ciò, non può essere facilmente convertito in un materiale pensato per usi bellici, riducendo i rischi di armi nucleari a portata di mano delle grandi potenze.
Questo progetto potrebbe rilanciare il dibattito sul nucleare “green”, una forma di energia a basse emissioni che, con i giusti standard di sicurezza e la massima trasparenza, potrebbe affiancare le attuali forme di energia rinnovabile. Un elemento in più per contrastare il cambiamento climatico. Anche Paesi come la Cina, l’India e la Norvegia stanno investendo nel torio, non solo gli Stati Uniti. Segno di un interesse globale verso questa fonte energetica meno esplorata e diffusa ma decisamente molto promettente.
