Un team interdisciplinare di chimici e ingegneri dell’Università di Stanford ha brevettato una vernice innovativa in grado di assorbire l’umidità dall’aria e rilasciarla poi a temperatura controllata, un po’ come una superficie che “suda”. Il materiale utilizza polimeri idrofili incapsulati in microcapsule, integrati in un rivestimento murale, che reagiscono a variazioni termiche e rilasciano il vapore accumulato durante la notte.
Eseguiti i primi test e dimostrano che è possibile ridurre l’umidità interna dal 70% al 45% in poche ore, senza utilizzo di energia elettrica. La logica è semplice ma efficace: il calore del sole o interno all’ambiente scala la temperatura oltre i 30 °C durante il giorno, spingendo l’acqua assorbita verso l’esterno. Il ciclo si ripete nelle ore notturne, rendendo la vernice un sistema passivo di deumidificazione.
Vernice che “suda” per regolare la temperatura nell’ambiente circostante, testata con caldo e umidità
Un’applicazione potenzialmente rivoluzionaria per edifici in zone tropicali o troppo umide, ma anche per magazzini delicati e persino container per alimenti, riducendo la formazione di muffe e aumentando la durata dei materiali. Alcuni laboratori di edilizia in Nord Europa stanno già testando prototipi su pareti esterne per resistere al clima atlantico, con risultati incoraggianti anche sotto pioggia acida. Il vantaggio principale rispetto a sistemi tradizionali HVAC è l’economia energetica: nessun consumo elettrico, nessuna componente meccanica. Si sta valutando anche l’aggiunta di coloranti riflettenti per integrare proprietà passive di raffrescamento, rendendo il rivestimento un competitor dell’isolamento termico. Economicamente, la produzione di polimeri è accessibile e compatibile con i cicli produttivi della vernice standard.
Resta da stabilire la durabilità: il rivestimento ha sopportato fino a 20 cicli di umidificazione/essiccazione senza perdere le sue prestazioni. Tuttavia, la longevità – considerando elementi come smog, pioggia acida – richiede ulteriori verifiche. In caso di successo, questa soluzione coniuga ingegneria dei materiali e sostenibilità ambientale, promettendo edifici migliori, consumi ridotti e aria migliore.
