
Terra
Nel mese di marzo 2025, i consumi di energia elettrica in Italia sono diminuiti del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2024. È quanto emerge dai dati pubblicati da Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, che evidenziano un contesto di ridotta domanda e, al contempo, una crescita significativa delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo.
Nel complesso, sono stati richiesti 25,4 miliardi di kWh, con un andamento negativo in quasi tutte le regioni, fatta eccezione per la Sardegna. Il dato aggiustato, che tiene conto della temperatura e del numero di giorni lavorativi, mostra un calo più contenuto pari all’1,7%.
A marzo 2025 la domanda cala del 2,1%, ma aumentano fotovoltaico e batterie
A bilanciare il calo della domanda è stato l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, che a marzo ha coperto il 41,6% del fabbisogno nazionale. Si tratta di un dato in crescita rispetto al 36,4% registrato un anno fa. In particolare, si segnala un incremento nella produzione solare, che ha raggiunto quota 3.210 GWh, con un aumento dell’8,9% su base annua.
Anche l’eolico ha fornito un contributo positivo, pur con oscillazioni legate alla variabilità delle condizioni meteo. Le altre fonti rinnovabili, come idroelettrico e biomasse, hanno mantenuto una produzione stabile o in lieve crescita. Questo trend evidenzia come la transizione energetica in Italia stia avanzando, trainata da investimenti nel settore fotovoltaico e in nuove tecnologie di accumulo.
Un elemento di rilievo nei dati di Terna riguarda la crescita dei sistemi di accumulo energetico, cioè delle batterie installate per immagazzinare l’energia prodotta in eccesso. A fine marzo 2025 risultano installati circa 402.000 impianti di accumulo in Italia, per una potenza complessiva di 3.291 MW e una capacità energetica totale di 5.877 MWh.
Il numero degli impianti è cresciuto del 43% rispetto a marzo 2024, segno dell’accelerazione nell’adozione di soluzioni di storage residenziale e industriale. Questo consente una migliore gestione dei picchi di produzione rinnovabile e riduce la dipendenza dalla rete nei momenti di alta richiesta.
Nel quadro nazionale, solo la Sardegna ha mostrato una variazione positiva dei consumi elettrici, con un +0,3%. Le altre macroaree registrano un calo: -3,4% al Nord, -0,9% al Centro e -0,5% al Sud. Secondo gli analisti, la Sardegna beneficia di un mix energetico particolare e di un incremento della domanda da parte di settori produttivi locali.
Va segnalato che, a livello nazionale, il 91,3% della domanda elettrica è stata soddisfatta da produzione interna, mentre il restante 8,7% è stato coperto dalle importazioni. La produzione nazionale netta, pari a 23,6 miliardi di kWh, è diminuita del 2,5% rispetto a marzo 2024.
Nonostante l’aumento delle rinnovabili, la produzione da fonte termoelettrica – ovvero da gas e carbone – resta ancora dominante nel mix energetico, rappresentando circa il 52% della produzione complessiva. Tuttavia, anche in questo segmento si osserva un calo, con una riduzione del 9,7% rispetto all’anno precedente.
Secondo Terna, questa tendenza riflette sia una domanda più debole sia un maggior ricorso alle rinnovabili nei momenti di picco. È in atto un lento ma costante spostamento degli equilibri verso un sistema più sostenibile.
