Google sta testando una nuova funzione nei risultati di ricerca chiamata Audio Overview: brevi clip audio generate dall’intelligenza artificiale Gemini, pensate per offrire una panoramica immediata e conversazionale su argomenti poco noti o complessi. Si tratta di una sperimentazione attualmente in corso negli Stati Uniti, accessibile tramite Search Labs sia da mobile che da desktop.
Una volta effettuata la ricerca, comparirà un pulsante “Generate Audio Overview” sotto la barra dei risultati. Se selezionato, il sistema impiega fino a 40 secondi per preparare il contenuto. Il risultato è una registrazione di circa quattro minuti, guidata da due voci sintetiche che illustrano i concetti chiave in modo colloquiale e accessibile.
Interazione, trasparenza e accessibilità
L’interfaccia consente il controllo completo della riproduzione, con funzioni come play/pausa, regolazione del volume (inclusa la modalità silenziosa) e velocità di ascolto variabile, da 0,25× fino a 2×. Sotto l’audio è visibile un carosello con la dicitura “Based on [x] sites”, che mostra il numero di fonti utilizzate: cliccando, si accede direttamente ai testi originali. Il sistema include anche un meccanismo di feedback, che permette agli utenti di esprimere un giudizio positivo o negativo sul contenuto.
Google ha fornito un esempio concreto: “come funzionano le cuffie con cancellazione del rumore”. Il modello Gemini crea un riassunto vocale pensato per aiutare l’utente a orientarsi, magari mentre sta camminando, cucinando o svolgendo altre attività. La funzione può risultare utile anche a chi preferisce l’ascolto alla lettura, come studenti, professionisti multitasking o persone con disabilità visive.
Verso una ricerca più multimodale
Audio Overview non rivoluziona immediatamente il modo di cercare online, ma rappresenta un passo verso un’esperienza più fluida e multiformato, in cui testo, voce e grafica si combinano per fornire risposte più personalizzate. Restano aperti alcuni interrogativi sull’attendibilità delle sintesi vocali e sull’effettiva imparzialità dei contenuti generati.
Al momento non è prevista una versione in italiano, né è chiaro quando la funzione sarà estesa oltre i confini statunitensi. Ma la direzione è tracciata: l’integrazione dell’AI conversazionale nei motori di ricerca è destinata a espandersi, cambiando il modo in cui si interagisce con l’informazione online.
