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Spotify tra i sistemi colpiti dal guasto a Google Cloud
In totale, 26 diverse regioni geografiche servite dai data center di Mountain View sono state interessate dal malfunzionamento. L’impossibilità di autenticarsi correttamente ai servizi cloud ha determinato una reazione a catena su numerose applicazioni e servizi di terze parti che si basano su questa infrastruttura. In tale scenario, oltre Spotify, anche altre opzioni hanno riscontrato dei problemi. Gli utenti di Google Home e dei dispositivi Nest, ad esempio, hanno notato che i comandi e le automazioni domestiche non rispondevano più. Anche Cloudflare ha registrato anomalie, pur mantenendo attive le sue funzioni principali. Le problematiche si sono concentrate su servizi secondari, come Workers KV, che dipendono da Google Cloud.
Altri importanti attori del mondo digitale, tra cui Snapchat, Twitch, GitHub, Replit, Shopify, Elastic e Character.AI, hanno subito disservizi riconducibili allo stesso guasto. Il portale Downdetector ha rilevato un numero eccezionale di segnalazioni. Negli Stati Uniti, si sono contati oltre 40.000 casi per Spotify, seguiti da numerosi utenti di Discord e Snapchat in difficoltà.
In un primo momento, Google non ha fornito comunicazioni ufficiali tempestive. La conferma del problema è arrivata solo in seguito alle segnalazioni pubbliche di sviluppatori e CEO direttamente coinvolti. Il processo di ripristino è iniziato intorno alle 21:30. Google ha comunicato che la maggior parte dei servizi era nuovamente operativa, eccezion fatta per l’area di Iowa, dove i disagi si sono protratti più a lungo. In tarda serata, le dashboard ufficiali di Google Cloud e Cloudflare indicavano un progressivo ritorno alla normalità. Anche se alcune segnalazioni isolate di malfunzionamenti continuavano a emergere.










