Google si prepara a intervenire con un aggiornamento software obbligatorio per alcuni esemplari di Pixel 6a, a causa di segnalazioni legate al surriscaldamento della batteria. In casi isolati, si è arrivati persino a danni fisici al dispositivo, come dimostrano alcune immagini circolate nelle ultime settimane su Reddit. La situazione richiama da vicino quanto già accaduto con Pixel 4a, per il quale era stato adottato un provvedimento simile.
L’aggiornamento sarà destinato a un “sottoinsieme di telefoni” e andrà a modificare il comportamento del sistema una volta superati i 400 cicli di ricarica. La capacità disponibile della batteria verrà limitata, così come le prestazioni della ricarica, per ridurre il rischio che la temperatura interna superi i livelli di sicurezza. L’intervento sarà notificato direttamente ai proprietari interessati nel corso del prossimo mese.
L’avviso arriverà prima dei 400 cicli
Secondo quanto emerso da una stringa nascosta nella Beta 2 di Android 16 QPR1, il dispositivo avviserà gli utenti quando si avvicinerà ai 375 cicli. In quel momento, comparirà una notifica preventiva che anticipa la riduzione automatica delle performance una volta raggiunta la soglia critica.
Non si tratta solo di precauzione. Negli ultimi mesi, diversi utenti hanno denunciato comportamenti anomali del Pixel 6a legati proprio alla batteria, con episodi di consumo eccessivo, ricarica instabile e aumento generale delle temperature, anche in condizioni di utilizzo normale. Le discussioni su Reddit e sul forum di supporto Google indicano che il problema potrebbe essere stato aggravato da patch di sicurezza recenti, distribuite a livello globale.
Un intervento che lascia l’amaro in bocca
Il Pixel 6a, lanciato nel luglio 2022 con il chip Google Tensor, resta un dispositivo apprezzato per l’equilibrio tra prestazioni e prezzo. Proprio per questo, la notizia dell’imminente limitazione della batteria lascia un certo disappunto tra gli utenti. Il supporto software è garantito fino a luglio 2027, ma chi utilizza quotidianamente il dispositivo dovrà ora convivere con prestazioni energetiche ridotte, almeno sui modelli interessati.
