L’Aeronautica degli Stati Uniti ha ufficialmente istituito la Experimental Operations Unit (EOU) presso la base di Nellis in Nevada. Non si tratta solo di una riorganizzazione. Questo nuovo progetto è una mossa strategica per integrare i droni automatizzati ai velivoli con equipaggio.
L’obiettivo principale degli USA con questa idea è sperimentare e perfezionare l’impiego coordinato dei Collaborative Combat Aircraft (CCA). Sono aerei senza pilota, autonomi, progettati per affiancare velivoli avanzati come gli F-35, gli F-22. Così come i futuri velivoli di sesta generazione del programma Next Generation Air Dominance. Grazie all’intelligenza artificiale e all’autonomia garantita dall’automatizzazione di questi droni, gli Stati Uniti opereranno anche in scenari complessi, si parla di guerra elettronica. Un asso nella manica che potrebbe rivelarsi cruciali nei Paesi in cui se ne farò uso.
Stati Uniti verso il futuro con droni militari autonomi per attaccare i nemici
Questo approccio che unisce droni e velivoli con piloti umani permette di aumentare la potenza di fuoco, ridurre i rischi per i piloti e rende le operazioni meno prevedibili per gli avversari, soprattutto per potenze come Russia e Cina, a loro volta sempre più avanzati nel campo dei droni militari. Altro vantaggio che un solo velivolo con equipaggio sarà in grado di controllare diversi droni, fungendo da nodo centrale in una rete vasta e autonoma.
Oltre ai test di volo, il team adepto a questo progetto sta collaborando con il Virtual Warfare Center e il Joint Integrated Test and Training Center. L’obiettivo è sviluppare simulazioni avanzate e scenari realistici. Questo comporterà la creazione di sedi operative efficaci meno rigide. Oltre alla preparazione già in corso di nuovi programmi di addestramento e sistemi di comando che creino il giusto equilibrio tra automazione e controllo umano. La nascita dell’EOU segna un cambio di rotta importante per l’Air Force degli Stati Uniti, che si allontana sempre più dalla dipendenza da singole unità per abbracciare modalità d’attacco diverse, interconnesse, potenzialmente molto più pericolose per le controparti.
