Chi avrebbe mai pensato che un temporale potesse avere qualcosa in comune con un buco nero? E invece sì: succede anche questo, quando la natura decide di fare le cose in grande. In Giappone, un gruppo di ricercatori dell’Università di Osaka è riuscito a osservare — per la prima volta in modo così chiaro — un lampo gamma scaturito da un fulmine. Roba da togliere il fiato.
Fulmini come mini esplosioni stellari
Ora, i lampi gamma (in inglese terrestrial gamma-ray flash, o TGF) non sono esattamente novità assolute nel mondo scientifico, ma finora erano più che altro ipotesi, un po’ come le creature leggendarie che tutti sospettano esistano ma nessuno riesce mai a fotografare per bene. Questa volta, però, niente leggende: con l’aiuto di una rete di sensori ad altissima precisione — ottici, radio e per radiazioni — gli scienziati sono riusciti a seguire ogni passaggio del fenomeno.
Tutto è successo sopra Kanazawa, nella prefettura di Ishikawa. Durante un temporale, due scariche elettriche si sono incrociate: una scendeva dalla nuvola, l’altra saliva da una torre televisiva. Ed è proprio in quell’istante, pochi microsecondi prima che si toccassero, che si è sprigionato il lampo gamma. Per darti un’idea: è durato 50 microsecondi. Sì, microsecondi. Ma in quel minuscolo frammento di tempo, si è sviluppato un campo elettrico potentissimo, capace di accelerare elettroni quasi alla velocità della luce.
Fino ad oggi, cose così si pensava succedessero solo nello spazio profondo, tra esplosioni stellari e buchi neri. Ma questa osservazione cambia le carte in tavola. Non solo conferma che i fulmini possono generare lampi gamma, ma ci dà anche un’occasione incredibile: studiarli qui, sulla Terra, con i piedi ben piantati a terra ma lo sguardo rivolto verso le nuvole.
Secondo i ricercatori Yuuki Wada e Harufumi Tsuchiya, questo potrebbe aiutarci a capire meglio come funzionano i fulmini e magari — un giorno — a costruire città più sicure contro eventi atmosferici sempre più estremi. Un bel passo avanti, insomma. Anche perché, ammettiamolo: fa un certo effetto sapere che sopra la nostra testa, durante un temporale, può scattare qualcosa di così potente da ricordare un’esplosione stellare.
