In America è già arrivata, ma in Europa si attende con grande curiosità. Stiamo parlando della nuova Dodge Charger elettrica a quattro porte, basata sulla piattaforma STLA Large, la quale potrebbe rappresentare un’anteprima concreta per capire cosa aspettarsi dalla futura Alfa Romeo Giulia. Anche se il legame tra i due modelli non è stato ufficializzato, le uguaglianze interne al Gruppo Stellantis non lasciano molti dubbi.
La nuova Giulia, attesa per il 2026, non sarà una semplice evoluzione del modello attuale. Le indiscrezioni parlano di un design fastback e di versioni sia elettriche che ibride. L’obiettivo è quello di lanciare un modello nuovo in un mercato sempre più attento alla sostenibilità.
Potenza e ambizioni: la ricetta della nuova Alfa Romeo Giulia
Il recente debutto della Charger a quattro porte e le sue caratteristiche tecniche raccontano molto della direzione presa da Alfa Romeo. Il pianale STLA Large, su cui si basa la vettura, è progettato per accogliere motorizzazioni ad alte prestazioni, sia elettriche che ibride, con tecnologie avanzate come la ricarica ultra rapida e potenze da supercar.
Dalla Charger arriva anche una dritta sulle potenze in gioco. La versione Scat Pack a quattro porte è dotata di due motori elettrici capaci di sprigionare oltre 670CV. Lo scatto da 0 a 96km/h richiede poco più di tre secondi. Parliamo quindi di numeri da sportiva pura, alimentati da una batteria da oltre 100kWh e architettura a 400volt. È qui che Alfa Romeo potrebbe alzare ulteriormente il livello. Il telaio STLA Large supporta gli 800volt, tecnologia che verosimilmente verrà adottata sulle versioni più spinte della nuova Giulia, magari per la futura Quadrifoglio elettrica. Si parla addirittura di 1.000CCV e, per i più nostalgici, della possibilità di mantenere una variante V6 a benzina.
Non sono da escludere diverse declinazioni della nuova Giulia, ognuna con un livello di potenza e autonomia differente, per adattarsi a un pubblico più vasto. L’autonomia della Charger, attualmente sotto i 390km, lascia margini di miglioramento. Alfa Romeo potrebbe spingersi oltre, anche grazie a un’ottimizzazione del peso e della gestione energetica. Con il lancio della nuova Stelvio, anch’essa basata sulla stessa piattaforma, potremo finalmente avere un’idea più chiara sulle reali strategie elettriche del marchio italiano. Fino ad allora, la Charger resta il miglior indizio per anticipare cosa ci aspetta.
