C’è una nuova idea che sta prendendo forma nei laboratori di Changsha, in Cina, e sembra uscita da un film di fantascienza: trasformare semplici razzi d’artiglieria in veri e propri alianti capaci di intercettare bersagli in volo. E no, non parliamo di qualche arma futuristica ultracostosa, ma di un’alternativa relativamente economica ai classici (e carissimi) missili guidati.
Tianxing-1, l’aliante razzo che sfida droni con precisione millimetrica
Il progetto si chiama Tianxing-1, che tradotto suona più o meno come “Stella del cielo”. Dietro c’è un team di ricercatori dell’Università nazionale di tecnologia della difesa, guidati dal professor Zhang Shifeng. L’idea è semplice ma geniale: si parte da un razzo d’artiglieria già esistente, gli si attaccano delle alette mobili e superfici che generano portanza (cioè lo aiutano a restare in aria), e voilà: dopo il lancio iniziale diventa un aliante capace di correggere la sua traiettoria e puntare a un bersaglio aereo.
Ok, non ha un motore per volare a lungo, ma sfrutta un algoritmo di guida super preciso che gli permette di passare da un margine d’errore di 50 metri a meno di uno. Un bel salto di qualità.
L’idea di fondo è molto interessante: invece di puntare tutto su pochi missili super sofisticati, meglio usarne tanti, economici, e riempire il cielo di razzi plananti. Un approccio utile contro minacce lente e relativamente vicine, come droni, elicotteri o piccoli velivoli. Non è pensato per abbattere jet ultraveloci, sia chiaro, ma per creare una sorta di “cortina difensiva low cost”.
Il Tianxing-1 ha già fatto i suoi primi test, volando a circa 720 km/h. E pare che sia già in lavorazione una seconda versione, il Tianxing-2, che avrebbe dato risultati ancora migliori nei test più recenti. A colpire è anche la prospettiva storica: un ritorno alle radici dell’artiglieria a razzo, nata proprio in Cina secoli fa, ma aggiornata con algoritmi moderni e nuove tecnologie.
In pratica, un’evoluzione dell’artiglieria tradizionale che punta dritto al cielo — letteralmente.
