Volkswagen cambia pelle e guarda a Oriente per restare protagonista nel settore dell’auto elettrica. La sfida arriva dalla Cina, dove le case automobilistiche sanno progettare e realizzare modelli nuovi in meno di due anni, contro i ritmi molto più lenti dell’industria europea. Questo ritmo sta costringendo i marchi storici a rivedere completamente il proprio approccio. Il colosso tedesco ha così deciso di adottare una strategia che prende esempio proprio dai suoi agguerriti concorrenti asiatici.
Wolfsburg riprende il controllo: la nuova Volkswagen ID.1 nasce “in casa”
La futura city car elettrica ID.1 sarà la prima vettura Volkswagen sviluppata secondo una logica diversa. L’obiettivo propostosi è quello di riuscire a completare l’intero processo in 36 mesi, ben 14 in meno rispetto alla norma. Per riuscirci, l’azienda ha deciso di applicare metodi di lavoro agili, basati su una progettazione parallela e sull’uso dell’intelligenza artificiale. A guidare questa trasformazione vi è Thomas Kamla, ingegnere capo del progetto, convinto che l’unico modo per restare competitivi sia ragionare come una startup. Ovvero prendere decisioni rapide, collaborazione continua e struttura snella.
Un elemento chiave di questa nuova filosofia è il ritorno al controllo interno. A differenza di progetti passati, spesso gestiti anche da fornitori esterni, la ID.1 sarà sviluppata quasi interamente negli stabilimenti di Wolfsburg. Il motivo è che un team interno affiatato lavora meglio e più velocemente. L’adozione della piattaforma MEB Entry rappresenta poi un altro vantaggio. Non si parte da zero, ma si ottimizzano soluzioni già esistenti.
Il processo stesso di sviluppo è stato rivoluzionato. Concept, design e ingegneria non procedono più in sequenza, ma vengono affrontati in contemporanea. Un ciclo di feedback continuo consente al team di adattarsi rapidamente a ogni necessità, risparmiando mesi preziosi. In più, i componenti della ID.1 verranno testati anche su prototipi della ID.2, velocizzando ulteriormente il lavoro. Kamla crede che questo approccio possa diventare la norma per il futuro di Volkswagen. E non esclude che, grazie all’uso crescente dell’intelligenza artificiale, si possano ridurre ancora di più i tempi. La sfida è lanciata, per competere con la Cina, la Germania deve cambiare ritmo.
