Parlare di fusione nucleare fa venire subito in mente quelle promesse enormi che ci sentiamo ripetere da decenni: energia pulita, inesauribile, niente emissioni… eppure sempre “tra 30 anni”. Ma stavolta, forse, qualcosa si muove davvero. Negli Stati Uniti, al Lawrence Livermore National Laboratory, il team del National Ignition Facility ha fatto un altro passo avanti: in uno degli ultimi test, sono riusciti a generare 8,6 megajoule di energia. Non è ancora abbastanza per alimentare una città, ma è comunque un risultato che fa alzare le sopracciglia.
Non solo teoria: la fusione nucleare dà risultati replicabili
Come funziona? In breve (ma proprio in breve): i ricercatori prendono una microscopica capsula piena di idrogeno “speciale” (cioè deuterio e trizio) e ci sparano contro 192 laser potentissimi. L’obiettivo è fare in modo che i nuclei si fondano tra loro – un processo che libera un’enorme quantità di energia. Il tutto succede in una camera sferica che sembra uscita da un film, ma è tutta realtà.
Il punto è che per adesso, anche se in laboratorio si riesce a “far partire” la reazione, si consuma ancora molta più energia di quella che si ottiene. Per farti un’idea: in un test del 2022, ci sono voluti circa 300 megajoule solo per alimentare i laser, mentre il ritorno è stato di poco più di 3 megajoule. Nei test più recenti, si è fatto meglio (8,6 in uscita da 2,05 in entrata, almeno sul bersaglio), ma il sistema nel suo complesso è ancora molto inefficiente.
Detto questo, il fatto di riuscire a ripetere questi risultati – per sette volte, e forse anche un’ottava – è una novità importante. Perché non si tratta più di un colpo di fortuna, ma di qualcosa che inizia ad avere una certa solidità.
Il laboratorio non mira (per ora) a costruire una centrale elettrica, ma sta gettando le basi per capire come trasformare tutto questo in qualcosa di davvero utile. E mentre in Francia si lavora su un approccio diverso, quello a confinamento magnetico, la corsa continua.
Siamo ancora lontani dal caricare il cellulare grazie alla fusione nucleare, ma l’idea che non sia più solo una teoria, ma qualcosa che funziona (almeno un po’), comincia a diventare davvero interessante.
