Hai presente quando paghi con la carta, magari per comprare un paio di scarpe o fare la spesa? Ecco, dietro quel gesto velocissimo, c’è un giro di soldi che non vediamo, ma che pesa eccome – soprattutto per i negozianti. Ed è proprio per questo che alcuni tra i nomi più grossi del commercio europeo, come Amazon, Ikea, Carrefour e H&M, hanno scritto una bella lettera (neanche tanto dolce) alla Commissione Europea per chiedere: “Possiamo fare qualcosa per queste commissioni che ci stanno stritolando?”
Commissioni in aumento e poca chiarezza
Il problema è semplice: Visa e Mastercard controllano circa due terzi di tutte le transazioni con carta in Europa. E, a quanto pare, negli ultimi anni hanno alzato i costi per i commercianti senza fornire particolari spiegazioni. Secondo i rivenditori, la situazione è diventata un vero labirinto: regole poco chiare, commissioni che salgono di anno in anno e nessun modo efficace per opporsi.
Nella lettera, datata 13 maggio, si parla senza mezzi termini di un sistema “incomprensibile e incontestabile“. E lo dimostrano con i numeri: tra il 2018 e il 2022 le commissioni sono cresciute del 33,9%. Non poco, se pensiamo che non ci sono stati miglioramenti evidenti per chi usa o accetta le carte.
Visa si è difesa dicendo che quelle commissioni servono per garantire sicurezza, affidabilità e innovazione. Mastercard invece ha preferito restare in silenzio. Ma intanto la lista di chi protesta si allunga: non solo supermercati e negozi, ma anche piattaforme come eBay e operatori di pagamenti digitali come Nexi e Worldline si sono uniti al coro.
Cosa chiedono, in pratica? Regole più trasparenti, un tetto massimo alle commissioni interbancarie e controlli più rigidi. In poche parole: vogliono che l’Europa faccia da arbitro in un gioco che, al momento, sembra avere solo due veri vincitori.
E la prossima volta che passerai la tua carta al POS… saprai che, dietro quel bip, c’è molto di più.
