Fino a qualche anno fa, i deepfake sembravano una roba da film di fantascienza: video e audio talmente realistici da farci cascare dentro, ma creati interamente dall’intelligenza artificiale. Ora, invece, sono una realtà ben più concreta — e purtroppo, anche molto pericolosa.
Come difendersi da inganni sempre più realistici
Ne sa qualcosa anche l’Italia, dove una giornalista Rai si è ritrovata a sua insaputa coinvolta in una truffa a tema farmaceutico: il suo volto è stato usato in un video creato artificialmente per pubblicizzare un prodotto che non aveva mai visto né approvato. Un’esperienza surreale, ma che dà l’idea di quanto questo fenomeno sia ormai vicino a tutti noi.
E non è solo un problema italiano. Dall’altra parte dell’oceano, l’FBI ha appena lanciato un avvertimento piuttosto allarmante: è in corso una campagna di truffe che sfrutta messaggi vocali creati con l’intelligenza artificiale per imitare la voce di importanti funzionari governativi americani. L’obiettivo? Ingannare le persone, convincerle a cliccare su link pericolosi e ottenere così accesso ai loro dati personali. Alcuni bersagli sono addirittura ex membri del governo.
La strategia è sottile: i truffatori iniziano con messaggi vocali “verosimili”, a volte accompagnati da testi, magari su WhatsApp o Telegram. Poi cercano di spostare la conversazione su un’altra piattaforma e, a quel punto, inviano un link infetto. Basta un clic e… il danno è fatto.
Ma come si fa a riconoscere un deepfake, quando la voce suona praticamente identica a quella reale? Gli esperti consigliano di stare attenti ai dettagli: errori nei numeri di telefono, nomi scritti in modo leggermente sbagliato, piccoli glitch nei video, ombre strane o accessori “fuori posto”. Anche il tono di voce può tradire un messaggio falso: troppo piatto, troppo perfetto, o semplicemente… troppo.
Un altro consiglio? Mai fidarsi al 100% di un messaggio, per quanto autentico possa sembrare. Se avete dubbi, cercate di contattare direttamente la persona o l’ente che vi sta scrivendo, ma attraverso canali ufficiali. E se vi parlano di un’urgenza improvvisa che richiede un’azione immediata… sospettate. È proprio facendo leva sull’ansia e sul senso d’emergenza che queste truffe riescono a colpire.
La verità è che nessuno è davvero al sicuro. Le tecniche diventano ogni giorno più sofisticate e il confine tra vero e falso si fa sempre più sottile. È per questo che serve un lavoro di squadra: utenti più consapevoli, aziende pronte a investire in sistemi di sicurezza migliori, e istituzioni capaci di muoversi in anticipo rispetto alle minacce. Non basta inseguire i truffatori: dobbiamo cercare di anticiparli.
