Immagina di lavorare con un assistente infallibile, velocissimo e sempre a disposizione. Ti basta dargli un input e voilà: email scritta, report completato, campagna marketing abbozzata. Questo è, più o meno, quello che sta succedendo con l’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa nei luoghi di lavoro. Le cose si fanno più semplici, si risparmia tempo e i risultati – spesso – sono anche migliori. Ma, come spesso accade quando arriva qualcosa di rivoluzionario, c’è anche il rovescio della medaglia. E non è solo una questione di etica o di posti di lavoro che cambiano. Il punto, stavolta, è più sottile: riguarda la motivazione.
AI al lavoro: più efficienza, ma meno voglia di fare il resto
Diversi studi stanno iniziando a raccontare una realtà un po’ meno patinata. Quando ci abituiamo ad avere una spinta esterna – come l’AI – che ci rende tutto più fluido, è poi difficile affrontare le attività che richiedono sforzo tutto nostro. Parliamo di quella noia che si insinua quando bisogna mettersi a scrivere qualcosa da zero, senza il “suggeritore magico”, o di quella fatica inaspettata nel dover pensare una soluzione senza avere subito un modello generato da un algoritmo.
È come se il cervello, abituato alla scorciatoia, iniziasse a perdere un po’ il gusto della strada lunga. Anche se quella strada, fino a poco tempo prima, la percorrevamo con soddisfazione. Il problema non è solo individuale: nelle aziende questo meccanismo può portare a uno sbilanciamento. Si tende a procrastinare i compiti che l’AI non può svolgere, anche se sono importanti, o si affrontano con meno energia. E questo, a lungo andare, può pesare.
Che fare, quindi? Le soluzioni non mancano. Dalla rotazione dei compiti all’incentivare anche ciò che nasce senza l’aiuto della tecnologia. Serve uno sforzo culturale per ridare valore al processo, non solo al risultato. Perché se è vero che l’AI può fare molto, è altrettanto vero che l’entusiasmo, la curiosità e la motivazione personale restano ingredienti insostituibili per un lavoro che non sia solo efficiente, ma anche umano.
