L’Ufficio Brevetti e Marchi statunitense ha respinto la richiesta di Tesla per registrare il termine Robotaxi. Il motivo? Troppo generico. Il termine viene già impiegato da più aziende per descrivere servizi simili. Nessuna esclusiva, dunque, per Elon Musk, che da anni utilizza la parola per i suoi futuri veicoli autonomi. Il diniego non è definitivo. Tesla potrà ripresentare la documentazione entro tre mesi, tentando di dimostrare che “Robotaxi” non è solo un termine comune, ma identificativo della propria linea. Senza nuove prove, però la domanda verrà semplicemente archiviata.
La richiesta riguardava l’abbinamento del nome ai veicoli stessi. Intanto, un’altra domanda è stata depositata dalla Tesla e questa volta per un servizio di trasporto passeggeri completamente autonomo. Nessuna risposta ufficiale su quest’ultima istanza, che resta ancora in fase di valutazione. Intorno al progetto gravita un nome che Musk ripete da anni, diventato simbolo della mobilità autonoma immaginata da Tesla. Eppure, oggi non può usarlo con esclusiva. Come andrà a finire?
Cybercab bloccato: il marchio Tesla è troppo simile ad altri
Anche il “Cybercab” Tesla ha problemi. Il nome pensato per una futura flotta a guida autonoma è stato anch’esso bloccato. La richiesta è stata messa in pausa a causa di conflitti con altri brand simili, legati a prodotti per il Cybertruck. Aziende concorrenti hanno già avanzato istanze per nomi contenenti “Cyber”, generando confusione commerciale. Tesla, però, non si è fermata. Ha depositato anche la domanda per “Robobus”, un nome destinato ai futuri autobus autonomi. La valutazione è ancora in corso. Tutti questi nomi Tesla ruotano attorno a un ecosistema in fase di sviluppo, fondato sulla tecnologia Full Self Driving, venduta a 12.000 dollari negli USA o in abbonamento mensile da 199 dollari.
Intanto, il progetto pilota è pronto a partire. Tesla ha annunciato l’arrivo della prima fase del servizio Robotaxi a giugno ad Austin, in Texas. Un debutto che segnerà l’inizio del servizio autonomo, anche senza il marchio ufficiale registrato. I veicoli coinvolti saranno equipaggiati con il software FSD, ancora in fase beta, ma già capace di gestire la guida in autonomia nella maggior parte delle strade. Senza un nome esclusivo, questi veicoli potranno davvero affermarsi come simbolo?
