Nuova svolta nella politica commerciale degli Stati Uniti. Donald Trump ha annunciato un cambiamento per le tariffe sulle cosiddette importazioni “de minimis”. Si tratta di quelle spedizioni dal valore inferiore agli 800 dollari, principalmente provenienti da Cina. A partire dal 14 maggio, tali merci saranno soggette a un’imposta del 54%, contro il precedente 120%. La decisione arriva a ridosso di un’intesa preliminare tra Washington e Pechino. Un accordo di 90 giorni finalizzato alla reciproca riduzione delle barriere doganali. La nuova misura sembra quindi inserirsi in un tentativo di ammorbidire i toni nei rapporti, senza rinunciare ad una certa pressione strategica nei confronti del governo cinese.
Trump: nuovi accordi con le importazioni dalla Cina
L’obiettivo dichiarato della modifica è contenere gli effetti dell’esenzione “de minimis”, che negli ultimi anni ha consentito a milioni di pacchi a basso costo di entrare nel mercato statunitense senza essere tassati. Trump aveva inizialmente introdotto un’aliquota del 30% con una tassa fissa di 25 dollari. Ma in pochi mesi quella soglia è stata aumentata fino a raggiungere il 120%. Ora si fa marcia indietro parziale, ma le tariffe restano comunque ben più alte rispetto al periodo pre-dazi.
Colossi dell’e-commerce come Shein e Temu hanno costruito la loro fortuna sull’invio diretto ai consumatori americani bypassando i canali doganali tradizionali. Ora, invece, rischiano di dover rivedere il proprio modello di business. Già si sono registrati aumenti nei prezzi per gli utenti finali, in risposta all’inasprimento tariffario.
La mossa di Trump, più che una vera apertura, appare come un segnale tattico. Da un lato offre uno spiraglio per la ripresa del dialogo con la Cina, dall’altro non rinuncia all’uso dei dazi come leva di potere. Il nuovo assetto tariffario potrebbe, infatti, diventare un modello sperimentale per eventuali accordi futuri. Nel frattempo, resta da capire quale sarà il destino dello shopping online a basso costo. Attività che ora si trova a fare i conti con un contesto meno favorevole.
