La Red Hot Cyber Conference 2025 ha chiuso i battenti al Teatro Italia di Roma, confermando il suo ruolo di punto di riferimento per la comunità della sicurezza informatica italiana. Due giorni intensi, il 7 e l’8 maggio, che hanno visto alternarsi esperti di alto livello, workshop pratici e una sfida Capture The Flag capace di mettere alla prova giovani hacker e professionisti del settore.
Un palcoscenico per esperti e giovani talenti
È stato fondamentale il coordinamento da parte di Massimiliano Brolli, fondatore della community Red Hot Cyber che, oltre ad aver pensato ad uno spazio riservato alle attività formative all’aggiornamento, ha voluto anche che si trattasse di un’occasione per gli esperti, le istituzioni e le nuove generazioni di confrontarsi. L’obiettivo primario è quello di rendere sempre più d’attualità la sicurezza informatica, portando le persone ad ottenere più competenze tecniche ma soprattutto ad essere consapevoli del mondo del digitale.
I relatori che sono arrivati sul palco sono stati di altissimo livello, a partire da Ivano Gabrielli, Direttore della Polizia Postale. ha parlato della crescente minaccia del cybercrime e delle nuove sfide per le forze dell’ordine. A seguire poi è stata la volta di Luigi Montuori, del Garante per la protezione dei dati, ha affrontato il delicato tema della privacy e del trattamento dei dati personali. Importantissimo anche il discorso di Paolo Galdieri, avvocato esperto di diritto informatico, che ha aperto una finestra anche sui rischi dal punto di vista legale che sono legati proprio alla gestione delle informazioni in digitale. Tra i più attesi anche Giuseppe Corasaniti, professore di etica digitale, che ha invitato a riflettere sul confine sottile tra sicurezza e controllo.
Workshop, hacking e tanta formazione
Ma la RHC Conference non è stata solo teoria. Durante i workshop pratici organizzati da Accenture Italia, i partecipanti hanno potuto sperimentare tecniche avanzate di sicurezza: dalla creazione di un sistema di tracciamento visivo basato su IA, all’accesso sicuro al Dark Web. C’è stato spazio anche per il confronto su temi come il cyberbullismo, con Flavia Rizza, e la social engineering, esplorata attraverso i pericoli dei deepfake emergenti.
L’atmosfera era quella di una vera fucina di idee, con interventi di esperti come Corrado Giustozzi, che ha portato sul palco la sua esperienza nel mondo della sicurezza informatica, e Sunil Venazini, che ha illustrato strategie avanzate per la protezione delle infrastrutture critiche.
La sfida della Capture the flag
Un momento centrale della conferenza è stata la competizione Capture The Flag (CTF), che ha visto 111 hacker, divisi in 32 team, cimentarsi in una serie di sfide complesse. Social engineering, crittografia, analisi delle vulnerabilità e hacking pratico: i partecipanti hanno dovuto mettere alla prova le proprie capacità tecniche e strategiche.
Dopo due giorni di competizione serrata, il team PizzaFeijoda ha conquistato la vittoria, seguito dai giovani emergenti di Winnerz e dai veterani CarbonHackers. Un’esperienza che non ha premiato solo la tecnica, ma anche la capacità di lavorare in squadra e di adattarsi rapidamente alle situazioni.
Un appuntamento che cresce anno dopo anno
La Red Hot Cyber Conference è ormai un vero punto di riferimento sia per tutte le persone che lavorano nel settore che per coloro che scelgono di interessarsi per accrescere le loro conoscenze in merito. Si tratta di una delle migliori occasioni nel panorama italiano per poter conoscere un mondo per troppo tempo tenuto ai margini dell’informazione tecnologica.



