Garmin continua a investire sul proprio software e lo fa puntando con decisione su Connect+. Ovvero il servizio in abbonamento che aggiunge funzionalità avanzate alla piattaforma Connect standard. Il prezzo? 8,99€ al mese o 89,99€ all’anno, con una mensilità di prova gratuita. La mossa, però, non ha lasciato indifferenti gli utenti. Se da un lato c’è chi apprezza la novità, dall’altro cresce il malcontento di chi vede nell’introduzione di Connect+ una richiesta ingiustificata, considerando l’alto costo iniziale degli smartwatch Garmin.
Garmin Connect+: Un modello di abbonamento che punta al lungo termine
Durante la recente conference call sui risultati finanziari, il CEO Cliff Pemble ha difeso la scelta dell’azienda. Egli infatti ha dichiarato che, secondo i dati interni, la risposta al lancio di Connect+ è stata nel complesso positiva. Allo stesso tempo, ha ribadito che l’abbonamento non è obbligatorio. Ma soprattutto che le funzionalità già presenti nella versione gratuita resteranno accessibili a tutti. Pemble però ha anche anticipato che alcune nuove funzioni in fase di sviluppo saranno riservate esclusivamente agli abbonati. Un’affermazione che purtroppo ha riacceso il dibattito nella community.
Garmin Connect+ include funzionalità come l’Active Intelligence basata su AI, che fornisce suggerimenti personalizzati per il miglioramento delle prestazioni. Ma anche una dashboard delle performance interattiva; attività in tempo reale controllabili da smartphone; coaching avanzato con video e supporto personalizzato; un LiveTrack migliorato per condividere attività in diretta; e strumenti social come badge esclusivi e sfide.
La versione gratuita di Garmin Connect, invece, mantiene accesso alle attività monitorate, metriche di salute e prestazioni, GarminCoach, creazione di percorsi, esercizi animati e LiveTrack di base. L’azienda ha appena registrato un trimestre positivo con utili per 1,54 miliardi di dollari e un reddito operativo record, dimostrando di avere i mezzi per sostenere lo sviluppo di entrambe le versioni dell’app. Ma per mantenere la fiducia degli utenti, dovrà evitare che l’abbonamento venga percepito come una “tassa invisibile” extra a dispositivi già piuttosto costosi.
