Apple ha deciso di non accettare la sentenza del 30 aprile. La stessa che ha visto Epic Games e Spotify ottenere una storica vittoria legale contro il colosso della tecnologia. La pronuncia del giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha avuto infatti implicazioni significative. Ha contestato il modello di gestione dell’App Store, accusato di pratiche anticoncorrenziali. La corte le ha infatti ordinato di permettere alle applicazioni di evadere dalle sue commissioni, dando un colpo ai suoi metodi di monetizzazione inapp. A fronte di questa decisione, Cupertino ha presentato ricorso, cercando di ribaltare la situazione.
Epic Games vince contro il modello di business esclusivo di Apple. Una battaglia legale storica che continua con il ricorso
La causa legale, che ha avuto inizio nell’agosto del 2020, ha messo in luce la controversia sul controllo che Apple esercita sui pagamenti delle app. In particolare, la decisione ha costretto Cupertino a consentire che Spotify, con la sua versione 9.0.40 dell’app, permettesse ai suoi utenti di pagare direttamente tramite il sito web, eludendo il sistema di pagamento di Apple. Questo nuovo approccio ha reso possibile il pagamento degli abbonamenti senza passare per il sistema di commissioni di Apple, che arriva a un 27% sui pagamenti effettuati tramite il suo App Store. Secondo la corte, Apple non avrebbe il diritto di imporre tale commissione su pagamenti esterni.
La sentenza non è stata solo un duro colpo economico per Apple, ma ha anche sollevato un’altra controversia significativa: la giudice Rogers ha accusato il vicepresidente finanziario di Apple, Alex Roman, di aver mentito sotto giuramento, riferendo il caso al procuratore federale distrettuale per ulteriori indagini. Inoltre, Apple è stata multata per “abuso del segreto professionale” per aver cercato di ritardare il procedimento legale. La battaglia legale tra Apple e i suoi avversari si preannuncia lunga, con implicazioni che potrebbero rivoluzionare il futuro del mercato delle app su piattaforme come iOS.
