Lo spazio ha un nuovo esploratore, e no, non ha braccia robotiche né ali da shuttle. Si chiama SPHEREx (che poi è un nome fighissimo) ed è l’ultimo arrivato in casa NASA: un osservatorio spaziale minuscolo ma ambizioso, lanciato per fare qualcosa di mai tentato prima. Dal primo maggio, ha cominciato a scattare foto. Tantissime. Tipo 3.600 ogni giorno. E lo farà per due anni. Ma non selfie o panoramiche da Instagram stellare: il suo obiettivo è creare una mappa 3D dell’intero universo conosciuto.
Un nuovo occhio spaziale per leggere la storia dell’universo
SPHEREx gira attorno alla Terra a 650 chilometri d’altezza e completa circa 14 orbite e mezzo al giorno. Sì, mezzo. Ogni volta scatta immagini di una striscia diversa del cielo e, approfittando del movimento della Terra attorno al Sole, in sei mesi sarà riuscito a osservare tutto il firmamento. Letteralmente tutto. Ma qui viene il bello: non si limita a guardare, va molto più a fondo.
Ogni “foto” di SPHEREx è in realtà una combinazione di sei immagini, ognuna catturata da un rilevatore che analizza una diversa lunghezza d’onda della luce infrarossa. Così può vedere cose che i nostri occhi nemmeno immaginano. La sua tecnica si chiama spettroscopia: prende la luce, la scompone in 102 colori invisibili, e da lì estrae informazioni su distanze, composizione chimica e addirittura sull’evoluzione dell’universo. Roba da far impallidire qualunque documentario di astronomia.
E poi c’è questo dettaglio quasi magico: SPHEREx si orienta nello spazio senza razzi o propulsori. Si muove grazie a ruote di reazione interne, un po’ come se usasse il proprio equilibrio per girarsi e puntare in nuove direzioni.
Ma la parte davvero poetica? SPHEREx ci aiuterà a capire cosa è successo subito dopo il Big Bang, quando l’universo si è espanso più velocemente della luce. Studiando il cielo di oggi, gli scienziati sperano di raccogliere indizi su quel momento iniziale, quando tutto — ma proprio tutto — ha avuto inizio.
Un piccolo satellite per l’uomo, ma una gigantesca libreria cosmica per la scienza. E siamo solo all’inizio della storia.
