Anche Samsung ha espresso preoccupazione riguardo ai nuovi dazi doganali imposti dagli Stati Uniti. L’azienda sudcoreana sta attualmente analizzando varie strategie per limitare al massimo le ripercussioni economiche di tali misure. Ciò soprattutto riguardo ai prodotti destinati al mercato statunitense. Tra le contromisure in fase di studio, una delle più rilevanti è la possibilità di riorganizzare la catena produttiva. In particolare, quella degli smartphone e di altri dispositivi mobili venduti negli USA. In particolare, Samsung sta valutando un parziale spostamento delle attività manifatturiere attualmente situate in Vietnam. Il Paese, infatti, risulta colpito da un’imposizione tariffaria pari al 46%. L’obiettivo sarebbe quello di spostare la produzione verso l’India. Qui, invece, l’incidenza dei dazi risulta inferiore. Con un’aliquota pari al 26%.
Samsung sposta la produzione per superare i dazi?
Tale potenziale redistribuzione geografica potrebbe estendersi anche ad altre aree del business aziendale. Le divisioni responsabili dei display e degli elettrodomestici stanno, infatti, esaminando la possibilità di adottare interventi simili. Allo stesso tempo, proprio tali divisioni stanno puntando ad arricchire la propria gamma di prodotti di fascia alta. Ciò nella speranza che un’offerta più orientata al segmento premium possa garantire margini di profitto più stabile. Ciò anche con il contesto globale incerto.
La situazione, infatti, resta particolarmente fluida. Al momento, i dazi specifici per ciascun paese sono stati temporaneamente sospesi per un periodo di 90 giorni. La sospensione ha lo scopo di lasciare spazio a negoziati. L’amministrazione Trump, però, ha fatto sapere che la tregua potrebbe essere drasticamente ridotta, fino al dimezzamento. Ciò se non si registreranno progressi tangibili nelle trattative con le nazioni coinvolte.
Proprio tale condizione di forte instabilità sta spingendo le principali multinazionali tecnologiche, tra cui Samsung, a prepararsi con largo anticipo a scenari sfavorevoli. L’obiettivo è di preservare competitività e redditività in un mercato sempre più esposto a tensioni geopolitiche e incertezze commerciali. Ciò attraverso interventi tempestivi e pianificazioni logistiche più flessibili.
