Sognavi già un robot Tesla che ti aiutasse in casa o in fabbrica? Bene, forse dovrai aspettare un po’ di più. I piani di Elon Musk per lanciare in massa l’armata di robot umanoidi Optimus stanno incontrando qualche ostacolo serio — e stavolta la colpa non è di un chip mancante o di un aggiornamento software, ma della tensione tra Stati Uniti e Cina.
Il sogno di Musk su Optimus frena
Proprio ad aprile, il Ministero del Commercio cinese ha deciso di limitare l’export di alcuni elementi rari, fondamentali per l’industria tech. La mossa è stata una risposta diretta alle nuove tariffe doganali imposte dagli USA. E tra i colpiti, indovina chi c’è? Esatto, anche Tesla.
Durante l’ultima conference call con gli investitori, Musk ha ammesso senza troppi giri di parole che la produzione di Optimus sta rallentando. Il problema? Servono magneti speciali per far muovere il robot — e quei magneti si fanno proprio con quei minerali che ora la Cina controlla strettamente. Samario, gadolinio, terbio… nomi che sembrano usciti da un romanzo di fantascienza, ma senza di loro, niente robot.
Per continuare la produzione, Tesla ha bisogno di licenze speciali rilasciate dal governo cinese. E ottenere quei permessi è tutt’altro che semplice: la Cina vuole essere sicura che i materiali non finiscano in applicazioni militari. Musk ha provato a rassicurare tutti dicendo che i magneti servono solo per far camminare Optimus, ma intanto i ritardi si accumulano.
Come se non bastasse, Optimus è un progetto mostruosamente complicato: parliamo di un robot composto da circa 10.000 pezzi diversi, molti dei quali non hanno ancora una filiera di produzione stabile. Insomma, ogni singolo componente può diventare un nuovo ostacolo.
E non è un problema solo per Tesla. Gli Stati Uniti dipendono pesantemente dalla Cina per le terre rare — oltre il 70% delle importazioni arriva da lì. E questi materiali servono ovunque: dai jet militari alle turbine eoliche, fino ai missili di ultima generazione.
In poche parole, se il sogno di Musk era quello di popolare il mondo di robot entro fine anno, adesso sembra che la realtà stia rallentando il suo passo… parecchio.
