Te la ricordi la corsa agli NFT, quando sembrava che bastasse comprare una scimmia pixelata o un paio di sneaker digitali per diventare milionari? Ecco, oggi quel sogno è praticamente evaporato. Con la bolla degli NFT ormai bella che esplosa, adesso si cominciano a vedere anche le prime grane legali — e una delle protagoniste è proprio Nike.
Il sogno degli NFT crolla
Facciamo un passo indietro: Nike qualche anno fa si era buttata nel mondo degli NFT con entusiasmo, comprando RTFKT Studios, una startup specializzata in sneaker digitali super esclusive. E per un po’ il colpo sembrava riuscito: nel 2022, un paio di scarpe virtuali era stato venduto per la bellezza di 130.000 dollari. Sì, hai letto bene: scarpe che non potevi nemmeno indossare.
Ma, come spesso capita quando l’hype si sgonfia, il finale non è stato proprio da favola. Lo scorso anno Nike ha deciso di chiudere RTFKT Studios, lasciando parecchia gente con in mano una manciata di NFT che ormai valgono poco o nulla. E ovviamente, qualcuno non l’ha presa benissimo.
Ora, un gruppo di investitori ha deciso di portare Nike in tribunale, accusandola di aver fatto un classico “rug pull” — in pratica, di aver abbandonato il progetto dopo aver incassato, lasciando gli acquirenti a bocca asciutta. La causa è stata presentata alla corte del Distretto Est di New York e chiede un risarcimento da 5 milioni di dollari, citando violazioni delle leggi sulla protezione dei consumatori in vari stati, tra cui New York, Florida, California e Oregon.
Secondo loro, se Nike avesse chiarito fin dall’inizio che si trattava di “prodotti finanziari non registrati”, probabilmente nessuno avrebbe speso cifre folli per quei token.
Adesso resta da vedere come risponderà Nike a tutto questo. Una cosa però è chiara: il caso potrebbe aprire la strada ad altre azioni legali simili, soprattutto ora che il mercato NFT non fa più notizia (se non per storie come questa). Insomma, il sogno digitale si è trasformato in un incubo legale — e questa è solo la punta dell’iceberg.
