Nel mondo della difesa aerea, sta arrivando qualcosa di davvero interessante: si chiama KARMA, ed è il nuovo sistema anti-drone (C-UAS) lanciato dal Gruppo ELT. Se il nome ti sembra già un po’ evocativo, aspetta di scoprire cosa sa fare. Evoluzione del sistema Adrian (che era già operativo dal 2015), KARMA porta tutto su un altro livello, a partire da una caratteristica davvero particolare: funziona senza radar. Sì, hai capito bene — niente emissioni, niente segnali facili da intercettare. Di fatto, diventa “invisibile” per chi cerca di scovarlo.
Guerra elettronica e stealth: il sistema KARMA spiegato
Pensato per essere veloce da installare e pronto all’azione, KARMA sfrutta al massimo l’intelligenza artificiale, ed è disponibile sia in versione mobile sia fissa. Il suo compito principale? Individuare, riconoscere e identificare droni di Classe 1 e 2, proteggendo asset militari e infrastrutture strategiche in scenari che cambiano rapidamente. E lo fa senza farsi notare, grazie a una rete di telecamere a infrarossi che garantiscono una copertura a 360 gradi, seguendo più bersagli contemporaneamente senza mai perdere un colpo.
Quando un drone viene intercettato, KARMA non parte da solo all’attacco: trasmette i dati al sistema di controllo del fuoco della piattaforma su cui è montato. La decisione finale — se neutralizzare il bersaglio e come — resta sempre all’operatore umano. Un dettaglio importante, che garantisce il controllo umano sulle fasi più delicate.
Non manca nemmeno una parte dedicata alla guerra elettronica: KARMA integra un sensore RF di altissima qualità che può intercettare i segnali dei droni nemici, analizzare i protocolli di comunicazione e, all’occorrenza, bloccarli con disturbi mirati. Tutto questo anche in scenari complessi, dove magari ci sono più minacce da gestire allo stesso tempo.
In più, è super adattabile: KARMA può essere integrato in sistemi di difesa aerea più grandi, collegato ad altri sensori e piattaforme, montato su veicoli militari moderni o più datati, o persino su mezzi civili. In pratica, lo puoi usare per proteggere di tutto: dai confini alle città.
Insomma, KARMA non è solo un nuovo pezzo di tecnologia: è un’idea concreta di come potrebbe cambiare la protezione dagli attacchi dei droni nei prossimi anni — e stavolta, senza fare rumore.
