Da quando Google ha deciso di integrare l’intelligenza artificiale in GoogleFoto, l’esperienza d’uso non è più la stessa. Molti utenti all’inizio hanno accolto con entusiasmo le potenzialità di Gemini, soprattutto grazie alla possibilità di effettuare ricerche complesse. Insomma, una vera e propria rivoluzione tecnologica. Eppure, nella vita quotidiana, non sempre serve tutta questa sofisticazione. Non a caso la semplicità della vecchia barra di ricerca, veloce e diretta, manca a molti.
Google aveva promesso un miglioramento dell’esperienza, ma il risultato è spesso il contrario. Sono state infatti segnalate ricerche lente e frustranti. In più anche se l’azienda ha testato modifiche per ridurre il peso della funzione “Chiedi a Foto“, in realtà poco è cambiato. La modalità tradizionale di ricerca è rimasta relegata a un angolo nascosto, non immediatamente accessibile. Mentre per chi voleva trovare una foto al volo, l’AI si è trasformata in un ostacolo più che un aiuto.
Google Foto: il doppio tap che salva la situazione
Fortunatamente, non tutto è perduto per gli amanti della semplicità. Poiché esiste un trucco rapido e poco conosciuto che consente di tornare alla ricerca tradizionale in Google Foto. Per effettuare il passaggio basta semplicemente un doppio tap sull’icona della lente di ingrandimento. Dopo averlo fatto, anche se l’etichetta “Chiedi” appare ancora, questo gesto riporta subito alla modalità classica.
Il sistema sfrutta così una funzione comune a molte app Android, in cui il doppio tocco apre direttamente la tastiera di ricerca. Nel caso di Google Foto, questa scorciatoia è particolarmente utile per saltare la lentezza di Gemini. Purtroppo però, chi utilizza iPhone non può beneficiare di questa soluzione. Infatti su iOS, anche toccando due volte l’icona, resta attiva soltanto la modalità “Chiedi a Foto”.
Al momento poi non ci sono segnali che Google voglia introdurre il doppio tap anche per gli utenti Apple.
Nel frattempo, chi usa Android può quindi godere di un’esperienza migliore, riscoprendo l’efficacia della vecchia ricerca. Sapere questo piccolo trucco può quindi fare la differenza tra un’esperienza fluida e una snervante perdita di tempo.
