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Buco nero solitario: il mistero svelato con Hubble e Gaia

Scoperto un buco nero solitario nella costellazione del Sagittario, confermato grazie all'effetto microlensing gravitazionale.

scritto da Margherita Zichella 25/04/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Scoperto un buco nero solitario nella costellazione del Sagittario, confermato grazie all'effetto microlensing gravitazionale.
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Per la prima volta, un buco nero solitario – sì, uno senza stelle intorno, senza dischi di gas che lo tradiscano – è stato ufficialmente scovato. Non è fantascienza, né un’intuizione ancora tutta da verificare: stavolta c’è la conferma, nero su bianco (e forse anche un po’ su sfondo stellato).

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Il primo buco nero solitario confermato

La notizia arriva dopo anni di osservazioni, dati raccolti con pazienza quasi zen e discussioni accese tra astronomi. Tutto era partito da un misterioso oggetto scuro che si muoveva nella costellazione del Sagittario. Alcuni pensavano fosse una stella di neutroni, altri – più audaci – un buco nero vagante. Ebbene, i più audaci avevano ragione.

A sbloccare la situazione sono stati nuovi dati raccolti dal telescopio Hubble tra il 2021 e il 2022, incrociati con le misurazioni super precise della sonda Gaia. Il risultato? L’oggetto ha una massa circa sette volte quella del Sole. Una stella di neutroni? Nemmeno per sogno: è troppo massiccio. Quindi sì, è un buco nero. Ma non uno qualsiasi: è il primo ad essere trovato completamente da solo, senza una compagna stellare a tradirne la presenza.

E come si fa a vedere qualcosa che per definizione non emette luce? Con un colpo di fortuna, ma anche con tanta tecnologia. Il buco nero è passato casualmente davanti a una stella lontana, creando un fenomeno chiamato microlensing gravitazionale: ha piegato e amplificato la luce della stella di sfondo. Un effetto minuscolo ma misurabile. E in quel piccolo “sfarfallio” luminoso, gli scienziati hanno letto la firma invisibile del buco nero.

Anche il gruppo di ricerca che inizialmente era scettico ha cambiato idea nel 2023, arrivando a una stima di massa simile. Quando anche gli scettici si ricredono, di solito significa che ci siamo davvero.

Il prossimo passo? Il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman nel 2027, che promette di scoprire molti altri buchi neri solitari. E chissà quanti vagano lì fuori, silenziosi e invisibili, a farci sentire ancora più piccoli (e curiosi) nell’universo.

astronomiabucohubblenero
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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