Oggi non sarà più possibile accedere alla sezione del sito Yahoo dedicata alla diversità, equità e inclusione (DEI). Il motivo? Tutti i contenuti sull’argomento un tempo presenti, sono stati eliminati e i link ad essi associati ora conducono direttamente alla pagina della leadership aziendale. Anche un vecchio report sulla diversità, pubblicato nel 2022, è scomparso, infatti ora restituisce un semplice errore di pagina non trovata. In più anche se alcuni annunci di lavoro riportano ancora riferimenti alla pagina DEI, il collegamento risulta inattivo.
Yahoo cambia, ma probabilmente non in meglio
Secondo quanto verificato tramite la Wayback Machine dell’Internet Archive, tutte queste modifiche su Yahoo sono avvenute tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. A spiegare ufficialmente il cambiamento è stato Brenden Lee, portavoce dell’azienda. Egli ha affermato che la nuova riorganizzazione punta a rendere il sito più intuitivo e funzionale, con una nuova enfasi sulle soluzioni pubblicitarie e sui servizi aziendali. Il restyling ha ridotto così il contenuto complessivo del sito di circa il 60%. Ma soprattutto le pagine dedicate alla DEI non sono state ripristinate.
Questa scelta però non sembra essere casuale. Al contrario, l’eliminazione delle sezioni DEI da parte di Yahoo si inserisce in un contesto nazionale in forte mutamento. L’amministrazione Trump, tornata alla Casa Bianca, ha adottato una linea dura contro le politiche di inclusione nelle aziende private. Con un ordine esecutivo, il Presidente ha chiesto di limitare i programmi DEI. Mentre il Procuratore Generale Pam Bondi ha incaricato il Dipartimento di Giustizia di indagare e sanzionare le aziende che ne fanno uso, se beneficiarie di fondi federali.
Il risultato? Un’ondata di ritirate silenziose. Meta ha anticipato i tempi, cancellando ogni riferimento alle iniziative DEI prima ancora del ritorno di Trump. OpenAI e Google hanno aggiornato i loro siti rimuovendo le pagine dedicate. Amazon ha fatto lo stesso nel suo rapporto annuale, così come UnitedHealth, colosso della sanità. Il messaggio è quindi chiaro. Ovvero in un clima politico sfavorevole, esporsi sull’inclusione può avere spiacevoli conseguenze.
