Un vecchio iPhone 3GS del 2009 e un ragazzo di 17 anni sono gli ingredienti di una storia sorprendente. L’app ufficiale di ChatGPT, rilasciata da OpenAI per iPhone, come risaputo, richiede almeno iOS 17 per funzionare. Questo “limite” quindi taglia fuori automaticamente tutti i dispositivi più datati, rendendoli inutili per chi vuole sfruttare l’intelligenza artificiale di nuova generazione. Ma, dove le limitazioni tecniche sembravano insormontabili, la passione ha trovato una soluzione.
Quando l’ingegno batte l’obsolescenza ChatGPT arriva ovunque
Lo sviluppatore, giovanissimo ma già esperto, ha realizzato un’app alternativa chiamata ChatGPTforLegacy iOS, pensata per riportare l’AI di OpenAI su dispositivi Apple ormai dimenticati. Il progetto consente di far girare ChatGPT perfettamente su sistemi con iOS 6, riportando in vita iPhone considerati da tempo superati. L’app non si trova sull’App Store, ma può essere installata tramite un iPhone con jailbreak, cioè “sbloccato” per accettare software non autorizzati da Apple.
L’aspetto più interessante? Nonostante la semplicità del dispositivo, le prestazioni non deludono. Questo perché il lavoro “duro” viene svolto dai server di OpenAI, mentre il telefono si limita a inviare e ricevere dati. Per questo motivo, anche un iPhone molto datato può restituire l’esperienza completa di ChatGPT, senza particolari rinunce.
La nuova app non è solo una provocazione, ma una vera dimostrazione tecnica. Supporta funzioni moderne come la cronologia delle chat, la memoria contestuale e perfino la possibilità di caricare immagini. In pratica, riesce a offrire un’esperienza molto vicina a quella originale, pur essendo eseguita su un dispositivo vecchio più di dieci anni. Il codice sorgente dell’applicazione è stato pubblicato su GitHub, mentre le istruzioni dettagliate per l’installazione sono disponibili sul sito ufficiale del progetto. I modelli compatibili partono da iPhone3GS in su, lasciando fuori solo i primissimi iPhone.
Insomma, in un mondo dove la tecnologia sembra costringere al continuo aggiornamento, un ragazzo ha dimostrato che la vera innovazione può anche guardare al passato.
