Nelle ultime settimane Roma è diventata l’epicentro di un fenomeno tanto improvviso quanto preoccupante. I furti alle colonnine di ricarica per auto elettriche sono aumentati vertiginosamente. Un’escalation che ha lasciato gli operatori spiazzati e gli utenti esasperati. Si tratta di una vera e propria emergenza urbana. A chi interessa che i cittadini rimangano senza alternative sostenibili per muoversi? I ladri, silenziosi e veloci, agiscono con precisione chirurgica, puntando alle colonnine in corrente continua, quelle più moderne e performanti. I cavi integrati diventano bersagli perfetti per chi cerca rame da rivendere.
Secondo quanto riportato, nel solo mese di marzo, sono state vandalizzate oltre 200 colonnine. Numeri che fanno davvero tremare. I quartieri colpiti sarebbero soprattutto quelli a est e sud-est della città. Le colonnine Fast e Ultrafast sono dotate di cavi integrati, rendendole vulnerabili. Quelle in corrente alternata, invece, restano quasi ignorate. Sarà un caso? Il danno economico per gli operatori è considerevole, ma il vero colpo lo subiscono gli utenti. Sempre più automobilisti elettrici trovano le colonnine fuori uso. Dove ricaricare allora? Chi protegge davvero la transizione energetica?
Cavi anti-taglio per le colonnine?
Gli operatori del settore, da Enel X Way ad Acea, fino a Plenitude, stanno lanciando l’allarme. Si parla con le forze dell’ordine. Si progettano nuovi modelli di colonnine resistenti ai furti. Al momento si studiano ad esempio cavi anti-taglio, più robusti e difficili da rimuovere. Qualcuno ha iniziato a rallentare i ripristini, attendendo un miglioramento della situazione. Non è rassegnazione, è solo sopravvivenza ad un fenomeno grave. Intanto, si installano telecamere nei punti più critici. Basterà tutto questo a fermare una criminalità sempre più organizzata? Il problema è profondo. Riguarda la sicurezza delle città e il futuro della mobilità elettrica. Chi pagherà davvero il prezzo di questi atti? L’ambiente, gli automobilisti o le aziende che investono nel futuro? In ballo c’è molto più di qualche metro di cavo, c’è la credibilità di un cambiamento.
