Spesso non ce ne accorgiamo, ma WhatsApp può diventare un vero divoratore di dati mobili. Soprattutto per chi ha un piano limitato o una connessione non illimitata, usare l’app in modo inconsapevole può significare terminare rapidamente i gigabyte disponibili. Il colpevole? Non solo le videochiamate o i messaggi vocali, ma anche il download automatico di foto e video, gli invii in alta qualità e i backup su cloud. Per evitare di ritrovarsi senza traffico disponibile, è quindi importante modificare alcune impostazioni della piattaforma. Basta davvero poco per ridurre drasticamente l’impatto dell’app sulla tua rete.
Riduci il consumo di WhatsApp: Modalità “Risparmio dati” e altre impostazioni utili
Uno dei primi passi da fare è disattivare il download automatico dei file multimediali su WhatsApp. In questo modo, le immagini e i video ricevuti non si scaricheranno più automaticamente quando si è sotto rete dati. È preferibile attivare lo scaricamento solo quando si è connessi al Wi-Fi. Un’altra opzione fondamentale è disabilitare il backup delle chat se non si è collegati a una rete wireless. Il salvataggio dei messaggi su Google Drive o iCloud può infatti occupare una quantità considerevole di dati. Un accorgimento semplice, ma utile, sarebbe anche attendere anche una connessione stabile per inviare o ricevere file di grandi dimensioni, evitando così il consumo di giga inutili.
WhatsApp, per fortuna, offre tante funzioni pensate per limitare il consumo della propria rete. Una di queste è la modalità “Risparmio dati”, che riduce il traffico durante le chiamate vocali. Attivarla richiede pochi secondi e può fare una grande differenza. Anche scegliere una qualità più bassa per l’invio di foto e video è una buona abitudine, soprattutto se si condividono contenuti frequentemente. Infine, per chi vuole evitare ogni tipo di download indesiderato mentre è fuori casa, la soluzione più drastica è attivare la modalità aereo o usare l’app solo sotto Wi-Fi. In questo modo, si ha il pieno controllo su ogni singolo byte consumato.
