A volte, i pianeti più interessanti non sono i più giganteschi o esotici, ma quelli che sembrano trovarsi in una fase di identità ancora tutta da scoprire. È il caso di TOI-512b, una cosiddetta super-Terra che ha catturato l’attenzione degli astronomi grazie ai dati del telescopio spaziale TESS della NASA e a quelli raccolti da ESPRESSO, uno strumento ultrafine installato sul Very Large Telescope in Cile.
La super-Terra TOI-512b potrebbe riscrivere la storia
TOI-512b si trova a circa 218 anni luce da noi, nella costellazione della Colomba. Anche se il nome non è dei più romantici, il suo profilo è tutt’altro che noioso: ha un raggio circa 1,5 volte quello terrestre e una massa oltre tre volte maggiore. Quindi sì, è più grande, ma non al punto da diventare un mini-Nettuno. E qui sta il bello: questo tipo di pianeti sembra essere piuttosto raro nell’universo, soprattutto se si trovano così vicini alla loro stella.
TOI-512b infatti completa un giro intero attorno al suo sole in poco più di 7 giorni e prende una quantità di calore pazzesca—circa 112 volte quella che riceve la Terra. In condizioni simili, ci si aspetterebbe che qualsiasi atmosfera si sia “evaporata” nel tempo, spazzata via dalle radiazioni. E invece questo pianeta sembra ancora conservare una discreta quantità di acqua—fino al 16% della sua massa—secondo i modelli elaborati dagli scienziati.
Questo potrebbe essere un indizio che la sua evoluzione sia stata guidata da un altro meccanismo: non solo radiazione, ma anche un lento rilascio di calore dal nucleo, che avrebbe spinto i gas esterni a disperdersi, lasciando dietro un mondo denso e stratificato. Curioso, no?
Certo, c’è ancora tanto da capire. Per ora, non sarà facile studiare più a fondo TOI-512b: è troppo distante per strumenti come il James Webb. Ma resta una scoperta preziosa per capire meglio quella “terra di mezzo” tra i pianeti rocciosi e quelli gassosi, e magari anche qualcosa in più sulla nostra stessa storia.
