Quando Google ha mostrato per la prima volta Project Astra al MWC di Barcellona, molti hanno pensato che fosse una funzionalità riservata ai suoi dispositivi di punta, in particolare Google Pixel e Galaxy S25. Invece, arriva ora una precisazione ufficiale che cambia le carte in tavola: la modalità fotocamera live e la condivisione schermo di Gemini Live saranno disponibili su tutti i dispositivi Android, purché aggiornati ad almeno Android 10.
Niente più esclusiva per pochi
Lo chiarisce direttamente Google, tramite una pagina di supporto aggiornata, segnalata da 9to5Google. Si tratta di un’informazione importante perché, fino a questo momento, era sembrato che le funzioni legate a Project Astra fossero limitate agli smartphone più recenti. Al contrario, chiunque abbia un dispositivo Android compatibile e sottoscriva Gemini Advanced potrà usare le nuove funzioni.
Serve l’abbonamento a Gemini Advanced
Sì, perché anche se l’hardware è compatibile, c’è comunque una barriera d’accesso: le funzioni di streaming video in tempo reale e screen sharing sono legate all’abbonamento Google One AI Premium, dal costo di 20 dollari al mese. Il rilascio, come spesso accade, è graduale. Alcuni utenti potrebbero dover aspettare ancora qualche settimana prima di riceverle.
Google non ha specificato con esattezza se queste funzionalità saranno pienamente compatibili anche con tablet o pieghevoli, ma tutti gli indizi portano verso un sì. Finché si dispone di un dispositivo con Android 10 (o superiore) e si è abbonati al piano giusto, non ci dovrebbero essere limitazioni.
Come funziona Gemini Live
Le funzioni di Gemini Live sfruttano l’intelligenza multimodale dell’assistente per analizzare video in tempo reale dalla fotocamera del dispositivo. In pratica, si potrà puntare lo smartphone su un oggetto o su una scena, e Gemini offrirà risposte e assistenza in tempo reale. Con la condivisione dello schermo, invece, l’AI potrà osservare ciò che si sta facendo sul telefono — da un sito web a un’app — e offrire suggerimenti o informazioni in base al contesto.
Certo, non si tratta di una rivoluzione assoluta: già da tempo ChatGPT proponeva qualcosa di simile nella sua modalità vocale avanzata. Ma ciò che rende la proposta di Google particolarmente interessante è l’integrazione diretta nell’app Gemini, senza dover passare da altri strumenti o interfacce.
In definitiva, Project Astra non sarà un’esclusiva per pochi. E questa è una buona notizia per chi vuole provare il meglio dell’AI Google, senza per forza dover acquistare l’ultimo modello Pixel.
