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Rifiuti in plastica sempre più diffusi nel Mar Mediterraneo

Nel Mar Mediterraneo sono stati trovati rifiuti di plastica a 5 km di profondità. Ecco i dettagli relativi a tale problema.

scritto da Margareth Galletta 21/03/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
plastica
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L’inquinamento da plastica rappresenta un vero pericolo per la salute degli ecosistemi marini. A tal proposito, recenti studi hanno rivelato un quadro allarmante relativo ai fondali del Mar Mediterraneo. In particolare nella zona del Calypso Deep, situata a 5 km di profondità nel Mar Ionio. Tale regione si configura come una delle aree più contaminate da rifiuti marini. Ciò con una concentrazione di ben 26.715 rifiuti per chilometro quadrato.

Rifiuti di plastica minacciano gli ecosistemi marini

L’indagine è stata condotta con l’utilizzo di un veicolo sommergibile della Caladan Oceanic. Quest’ultimo è in grado di esplorare le profondità oceaniche. Ciò usando telecamere ad alta definizione. Insieme ad avanzate tecniche di fotogrammetria. Tali strumenti hanno permesso di mappare con precisione la distribuzione dei rifiuti sul fondale. Ed anche di stimarne la densità. Su un totale di 167 oggetti esaminati, 148 sono rifiuti. Prevalentemente di plastica.

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I dati raccolti evidenziano un predominio schiacciante della plastica tra i materiali rinvenuti. Con una percentuale dell’88%. Tra gli oggetti identificati vi sono sacchetti pesanti, buste della spesa e bicchieri. Elementi tipici delle attività umane sia terrestri che marine. Le altre tipologie di rifiuti rinvenuti comprendono vetro (4,5%), carta e metallo (3%).

In tale scenario, ciò che preoccupa maggiormente è la presenza di plastica in una delle zone più profonde del Mar Mediterraneo. Tale fenomeno è dovuto ai processi di biofouling e zavorramento. Attraverso quest’ultimi i rifiuti galleggianti si depositano sul fondo del mare. Inoltre, il Mediterraneo è un mare semi-chiuso, con connessioni limitate agli oceani. Ciò lo rende vulnerabile all’accumulo di rifiuti.

Le implicazioni di tale scoperta sono preoccupanti. Anche se non sono state osservate interazioni dirette tra i rifiuti e la fauna marina, la loro presenza modifica l’habitat naturale. Inoltre, può provocare effetti negativi a lungo termine ancora poco conosciuti. La necessità di interventi immediati è evidente. Diminuire l’uso della plastica e migliorare la gestione dei rifiuti. Insieme ad incentivare il riciclo sono azioni imprescindibili. Ciò al fine di prevenire ulteriori danni a un ecosistema già in crisi.

inquinamentomareplasticarifiuti
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Margareth Galletta
Margareth Galletta

Ciao sono Margareth, per gli amici Maggie, la vostra amichevole web writer di quartiere. Questa piccola citazione dice già tanto di me: amo il cinema, le serie tv, leggere e cantare a squarciagola i musical a teatro. Se a questo aggiungiamo la passione per la fotografia e la tecnologia direi che è facile intuire perché ho deciso di studiare e poi lavorare con la comunicazione.

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