giovedì, Aprile 3, 2025

Riciclo rifiuti, un’Italia ancora in difficoltà

di Valentina Acri
Il recente rapporto dell'ONU prevede un drastico aumento dei rifiuti elettronici nei prossimi anni

Riciclo e raccolta dei rifiuti sono tematiche del tutto attuali e che interessano tutti noi da vicino. Si parla sempre più spesso della necessità di procedere con un adeguata raccolta e conseguente riciclo dei rifiuti per un processo sostenibile e che possa evitare di danneggiare l’ambiente. Se da una parte l’Italia è tra le realtà che spiccano per il proprio potenziale in processi che coinvolgono i rifiuti elettroni e l’umido, dall’altro ci sono ancora alcune problematiche che impediscono una crescita accelerata.

Oltre alla mancanza di norme civili tra gli abitanti molte volte ad aggravare la situazione è la mancanza di adeguati impianti in alcuni posti del nostro Paese. Non poco, inoltre, il divario tra città del Nord e del Sud. Scopriamo insieme nel corso di questo nuovo articolo tutti i dettagli.

Riciclo dei rifiuti: differenza tra le regioni

Biorepack, il Consorzio Nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in bioplastica compostabile, ha incaricato l’Università Tor Vergata di Roma di effettuare uno studio che ci consente di avere un’idea piuttosto chiara della situazione in Italia. Non a caso, lo studio, nell’analizzare le prestazioni dei siti di trattamento della FORSU (ben 112) non ha fatto a meno di fare emergere quelle che attualmente sono le maggiori problematiche.

Ci troviamo in una paese in cui non mancano debolezze nella catena di raccolta e trattamento dei rifiuti compostabili. L’analisi dell’Università di Roma mostra, infatti, come solamente 7 regioni su 20 siano dotate di impianti efficienti.

Al primo posto troviamo il Friuli Venezia Giulia che vanta di un sistema di impianti capace di mantenere gli scarti sotto la percentuale del 10%. A seguire, Lombardia e Veneto con una frazione non compostabile che si attesta al 15%. Non superano il 20% gli scarti generati in regioni come Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Molise e Puglia.

Tra le regioni con impianti non abbastanza efficienti ci sono invece Trentino Alto Adige, Marche, Lazio, Abruzzo e Campania. Regioni in cui gli scarti risultano non essere mantenuti al di sotto del 20%.

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