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Windows 95: ecco perchè Microsoft scelse l’UI testuale per l’installazione

Quando Microsoft rilasciò Windows 95 scelse l'interfaccia testuale per l'installazione per vari motivi, oggi sappiamo perché

scritto da Eduardo Bleve 24/02/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Microsoft
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Un sistema operativo che segnò la storia del mondo Microsoft e sicuramente Windows 95, quest’ultimo da solo infatti ha rappresentato un enorme passò in avanti per quanto riguarda l’informatica home però utilizzava ancora un’interfaccia grafica di tipo testuale piuttosto che una basata per l’appunto sulle immagini, tutto ciò rappresentò agli occhi di molti una scelta contro intuitiva da parte di Microsoft dal momento che MS DOS era tranquillamente in grado di gestire la grafica, nonostante tutto però si optò per un’installazione tramite interfaccia testuale, a distanza di oltre vent’anni abbiamo finalmente una risposta sul perché di questa decisione.

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Parla un portavoce

A svelare la verità è Raymond Chen, storico ingegnere Microsoft, recentemente ha fatto luce su questa scelta affermando che: “MS-DOS poteva gestire la grafica, nel senso che non la impediva attivamente. Tuttavia, ogni aspetto doveva essere gestito manualmente. Le primitive grafiche si limitavano a una chiamata BIOS per disegnare un singolo pixel. Tutto il resto era responsabilità del programmatore, e anche la semplice chiamata BIOS per i pixel risultava troppo lenta per essere utilizzabile efficacemente“.

Di conseguenza il sistema in sé non impediva di utilizzare un’interfaccia grafica però allo stesso tempo farlo avrebbe richiesto una sfida ingegneristica software davvero non indifferente, dal momento che l’ingegneri avrebbero dovuto creare delle finestre di dialogo interattive e funzionali con delle animazioni gestite pixel per pixel in svariate lingue, tra le quali per l’appunto anche quelle non alfabetiche come il giapponese, ciò avrebbe richiesto dei timer software per le animazioni e avrebbe portato a un utilizzo di risorse davvero impegnativo per l’azienda che scelse così di abbandonare l’idea dal momento che per l’appunto, seppur realizzabile risultava davvero onerosa sotto ogni punto di vista.

Come se non bastasse tutto ciò avrebbe necessitato poi di una compressione per poter entrare all’interno dei 640 kB di spazio disponibili all’interno del disco installazione, cosa ovviamente impossibile e che avrebbe richiesto dunque la creazione di uno spazio di memoria condiviso con l’archivio interno della macchina che sarebbe dovuto essere stato protetto, ciò avrebbe richiesto ulteriore tempo e risorse che l’azienda non voleva dispiegare.

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Eduardo Bleve
Eduardo Bleve

Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.

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