Negli ultimi anni, i disastri naturali sono diventati sempre più frequenti e devastanti, con uragani, incendi e inondazioni che causano danni per miliardi di dollari. Ma oltre ai danni immediati, c’è un effetto meno visibile che rischia di colpire duramente milioni di persone: la svalutazione delle case. Secondo le previsioni, nei prossimi 30 anni il mercato immobiliare americano potrebbe perdere qualcosa come 1.500 miliardi di dollari proprio a causa dell’impatto della crisi climatica.
La crisi climatica sta svalutando le case
Il problema è semplice: più un’area è a rischio, meno le case che ci si trovano avranno valore. In alcuni casi, si parla di perdite che possono arrivare fino al 100% del prezzo di una proprietà. Il che significa che intere comunità potrebbero ritrovarsi con immobili invendibili e famiglie con un capitale che si sgretola sotto i piedi. Non è solo una questione americana: anche in Europa e in Italia la casa rappresenta il principale patrimonio delle famiglie, e se il suo valore crolla, l’effetto si sente su tutta l’economia.
La svalutazione, tra l’altro, è già cominciata. Secondo il rapporto First Street, le proprietà situate in zone colpite da incendi o alluvioni hanno perso tra il 30% e il 50% del loro valore. E la differenza con le aree più sicure si sta facendo sempre più netta. Nel 2024, le case in zone considerate a basso rischio sono aumentate di valore del 7%, mentre quelle più esposte hanno avuto una crescita più lenta o addirittura un calo.
Paradise, in California, è un esempio lampante: dopo gli incendi del 2018, il mercato immobiliare locale è crollato e molti residenti sono stati costretti ad andarsene. E poi ci sono le città costiere come Miami e New Orleans, dove l’innalzamento del livello del mare minaccia di rendere sempre meno appetibili molte abitazioni.
Ma il vero campanello d’allarme è il costo delle assicurazioni. Negli Stati Uniti, i premi per proteggere la casa sono più che raddoppiati dal 2013, arrivando a pesare fino al 20% delle spese legate ai mutui. In alcune aree, come New Orleans, si prevede che i danni da alluvione possano aumentare del 533% entro il 2055, facendo impennare ancora di più i costi assicurativi. E in California molte compagnie stanno smettendo di offrire copertura nelle zone più a rischio, lasciando i proprietari senza protezione.
Tutto questo sta già cambiando le abitudini delle persone. Sempre più famiglie stanno cercando casa in zone più sicure, e il mercato immobiliare si sta ridisegnando di conseguenza. La posizione e i servizi contano ancora, certo, ma oggi sempre più acquirenti vogliono sapere se la loro futura casa sarà ancora in piedi tra vent’anni.
