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Il paziente Neuralink ora scrive con un braccio robotico

scritto da Margherita Zichella 07/02/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Neuralink permette a un paziente paralizzato di controllare un braccio robotico col pensiero, rivoluzionando la neurotecnologia.
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Neuralink, l’azienda di neurotecnologia fondata da Elon Musk, ha raggiunto un nuovo traguardo con il suo impianto cerebrale N1, dimostrando che un paziente può controllare un braccio robotico usando solo il pensiero. Il risultato è stato mostrato in un video in cui il braccio scrive su una lavagna la parola “Convoy”, un riferimento agli studi dell’azienda sulle tecnologie assistive.

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Noland Arbaugh e Neuralink

Al centro di questa innovazione c’è Noland Arbaugh, un trentenne rimasto paralizzato dalle spalle in giù dopo un incidente nel 2016. Già noto per essere stato il primo paziente a ricevere l’impianto Neuralink, Arbaugh ha già mostrato in passato di poter utilizzare un computer con il solo pensiero. Questa volta, però, il passo avanti è ancora più significativo: non si tratta solo di muovere un cursore su uno schermo, ma di interagire con un dispositivo fisico, qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza.

Il sistema funziona grazie a un piccolo impianto inserito direttamente nel cervello, nella zona che controlla il movimento. A differenza di altre tecnologie simili, non ha cavi esterni e trasmette i segnali neurali in modalità wireless, permettendo al paziente di controllare dispositivi come computer, smartphone e, ora, anche bracci robotici. Nei primi test sono emersi alcuni problemi di stabilità, ma gli ingegneri di Neuralink hanno apportato delle correzioni agli algoritmi per migliorare la precisione del sistema.

L’obiettivo ora è ampliare il programma, coinvolgendo altri otto pazienti entro la fine dell’anno. Inoltre, Neuralink ha ottenuto l’approvazione in Canada per avviare lo studio CAN-PRIME, che includerà sei pazienti canadesi affetti da paralisi. Questo rappresenta un passo importante per testare la tecnologia su un numero maggiore di persone e valutarne l’efficacia.

L’impianto viene inserito con estrema precisione grazie a un robot chirurgico che posiziona nel cervello 64 elettrodi ultrasottili. Questi catturano i segnali neurali e li trasformano in comandi che i dispositivi possono comprendere. Se i risultati continueranno a migliorare, le prospettive per le persone con gravi disabilità motorie potrebbero cambiare radicalmente, aprendo nuove possibilità di interazione con il mondo.

Arbaughmuskneuralinkrobotico
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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