DeepSeek è la startup cinese che, in pochi giorni, è riuscita a far parlare di sé in tutto il mondo. Il motivo? Il suo modello di intelligenza artificiale, DeepSeek R1, ha registrato un boom incredibile, raddoppiando il numero di utenti tra il 24 e il 26 gennaio. In sole 48 ore, le visite al sito sono passate da 6,2 a 12,4 milioni, un risultato che ha messo in allerta i big del settore, da OpenAI a NVIDIA.
DeepSeek accelera, ChatGPT in calo
Questa crescita fulminea è arrivata proprio mentre ChatGPT, il modello di punta di OpenAI, ha visto un calo nel traffico, perdendo oltre 40 milioni di visualizzazioni nello stesso periodo. Certo, i numeri restano ben diversi: ChatGPT continua a dominare con oltre 140 milioni di visite giornaliere, ma è la velocità con cui DeepSeek sta guadagnando terreno a far riflettere.
Dietro questo exploit c’è una storia interessante. DeepSeek è stata fondata nel maggio 2023 da Liang Wenfeng, che è riuscito a sviluppare il modello R1 aggirando le limitazioni imposte dagli Stati Uniti sulla vendita di chip avanzati alla Cina. Liang ha rivelato di aver acquistato processori NVIDIA già nel 2021, quando ancora non c’erano restrizioni. Così, con un investimento di appena 6 milioni di dollari, la sua azienda ha lanciato un’intelligenza artificiale competitiva, una cifra irrisoria rispetto ai 78 milioni spesi da OpenAI per sviluppare GPT-4.
Ma ciò che rende DeepSeek R1 davvero unico è il suo essere open source. Il codice è disponibile gratuitamente su Github con licenza MIT, il che permette a chiunque di scaricarlo, modificarlo e usarlo senza limitazioni. Un approccio ben diverso da quello di OpenAI, che controlla strettamente il proprio modello. Questa libertà ha attirato molte aziende, interessate alla possibilità di integrare un’intelligenza artificiale avanzata senza dipendere da servizi esterni e senza rischi per la privacy.
Sam Altman, CEO di OpenAI, ha insinuato che DeepSeek potrebbe aver utilizzato i modelli della sua azienda per addestrare il proprio sistema, ma dalla Cina nessuno ha risposto a queste accuse. Un contrappasso decisamente ironico per l’azienda che non ha avuto problemi ad ignorare le creazioni altrui per addestrare i suoi modelli ChatGPT. Il mercato dell’IA sta diventando sempre più competitivo e la partita tra Oriente e Occidente è appena cominciata.
