Google è sotto accusa per monopolio nel mercato della ricerca online. A tal proposito, Apple sta cercando di inserirsi attivamente nel processo. Presentando una mozione urgente. Il processo è entrato in una fase cruciale. Ad aprile inizierà la discussione sulle misure correttive che potrebbero essere imposte a Google. Allo stesso tempo, anche se Apple non è direttamente imputata, la sua posizione è tutt’altro che marginale. L’azienda di Cupertino riceve ogni anno miliardi di dollari da Google. Ciò per mantenere il suo motore di ricerca come predefinito su Safari. Una pratica che, secondo i querelanti, ha rafforzato il monopolio di Google.
Google sotto accusa: qual è il ruolo di Apple?
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e diversi Stati che hanno intentato la causa si sono opposti alla partecipazione dell’azienda di Cupertino. Quest’ultimi ritengono che il processo debba rimanere focalizzato sulle azioni di Google. Dal canto suo, Apple teme che i suoi interessi non vengano adeguatamente considerati. Ciò soprattutto se Google sceglierà di privilegiare la difesa del proprio browser Chrome. Un esito particolarmente temuto da Cupertino sarebbe un provvedimento che vieti qualsiasi accordo commerciale tra Apple e Google per almeno dieci anni. Un’eventualità che potrebbe sconvolgere gli equilibri economici di entrambe le aziende.
La Corte distrettuale sembra intenzionata a chiudere il caso nel minor tempo possibile. Ciò rende improbabile l’accoglimento della richiesta di sospensione avanzata da Apple. L’azienda, però, ha sottolineato che un breve ritardo sarebbe un compromesso accettabile per garantire una valutazione più approfondita. Inoltre, Apple afferma che la sua esclusione dal processo potrebbe causarle un danno irreparabile. Dunque, se la sospensione non verrà concessa, Cupertino chiede almeno l’accesso alle indagini e alle testimonianze chiave. Se Apple dovesse ottenere un ruolo più attivo nel procedimento, la battaglia legale tra le due potenze del settore potrebbe prendere una piega ancora più imprevedibile. Non resta dunque che attendere e scoprire cosa deciderà la Corte in merito.
