Nel Regno Unito è stata avviata un’importante indagine. Quest’ultima coinvolge i servizi cloud del Paese. È stata avviata Competition and Markets Authority (CMA). L’indagine ha sollevato questioni cruciali. Riguardo la competitività e sull’equità del settore. Il rapporto evidenzia che il dominio di pochi, limita il mercato concorrenziale. In particolare, si fa riferimento ad Amazon Web Services (AWS) e Microsoft, I due colossi, infatti, esercitano un’influenza tale da ostacolare l’ingresso di nuovi fornitori. Limitando così la libertà di scelta dei clienti.
Amazon e Microsoft limitano la concorrenza?
Uno degli aspetti critici tra quelli emersi riguarda le barriere all’uscita per i clienti. Il passaggio da un fornitore cloud all’altro è reso complesso da costi elevati di trasferimento dei dati. Oltre che da limitazioni tecniche che scoraggiano le aziende dal cambiare provider. Tali ostacoli risultano particolarmente dannosi per le piccole e medie imprese. Quest’ultime potrebbero, infatti, beneficiare di un maggiore dinamismo nel settore. Inoltre, la CMA ha evidenziato come Microsoft, grazie alla sua forte presenza nel software, adotti pratiche che limitano la competitività di altri fornitori. Costringendo i clienti a scelte meno vantaggiose.
L’analisi della CMA ha rivelato dettagli utili anche sull’economia. Sottolineando l’impatto di un mercato cloud non concorrenziale. La crescita della spesa, nel Regno Unito, è pari al 30% annuo. Considerando ciò si stima che un aumento anche minimo dei prezzi, causato dalla mancanza di concorrenza, possa tradursi in centinaia di milioni di sterline di costi aggiuntivi. Ciò sia per le imprese che per le istituzioni pubbliche.
La questione della concorrenza nel cloud non riguarda solo il Regno Unito. A livello globale, sempre più autorità regolatorie stanno valutando nuove misure. Ciò per garantire una maggiore apertura del settore. Un mercato più competitivo favorirebbe l’innovazione. Inoltre, offrirebbe ai clienti servizi migliori a costi più contenuti. L’esito dell’indagine della CMA potrebbe, dunque, rappresentare un punto di svolta per il futuro del cloud computing. Non solo in UK, ma anche su scala internazionale.
