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L’umidità nei muri? Una nuova tecnologia la rileva senza danni

scritto da Margherita Zichella 07/01/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Una nuova tecnologia con radar a microonde rileva l'umidità nei muri senza danneggiare l'edificio, migliorando la manutenzione edilizia.
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L’umidità nei muri è un problema che spesso ignoriamo finché non si manifestano le prime macchie di muffa. E quando succede, la situazione è già complicata e richiede interventi più costosi. Questo fastidioso fenomeno può dipendere da vari motivi: l’acqua che risale dal terreno (la famosa risalita capillare), un isolamento non all’altezza o una ventilazione insufficiente. Non si tratta solo di una questione estetica: l’umidità può danneggiare la struttura della casa e mettere a rischio la salute di chi ci abita. Insomma, intervenire in tempo è fondamentale per prevenire rischi potenzialmente molto gravi.

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Il pericoloso problema dell’umidità nelle pareti

Per affrontare il problema in modo innovativo, l’Oak Ridge National Laboratory (ORNL) del Dipartimento dell’Energia statunitense ha sviluppato una tecnologia che sfrutta i radar a microonde. Non c’è bisogno di interventi invasivi: le microonde attraversano i materiali, “leggono” la presenza di acqua e tornano poi al sensore. Il segnale di ritorno consente di creare una mappa dettagliata dei livelli di umidità. Questo significa poter individuare infiltrazioni o accumuli d’acqua senza dover rompere pareti o effettuare analisi che danneggiano la struttura.

Inizialmente, la ricerca si è concentrata sul legno, uno dei materiali da costruzione più usati nelle case americane. Con questa tecnologia, si può sapere dove si trova l’acqua, quanto è diffusa e se sta compromettendo la stabilità della struttura. La vera rivoluzione? L’idea di rendere questo sistema disponibile in un dispositivo portatile, adatto non solo ai professionisti ma anche ai privati. Chi vuole comprare casa, ad esempio, potrebbe usarlo per verificare lo stato di pareti e fondamenta, evitando brutte sorprese. Allo stesso modo, chi si occupa di manutenzione potrebbe programmare interventi mirati e risolvere i problemi prima che diventino irreparabili.

Questa innovazione potrebbe cambiare il modo in cui affrontiamo l’umidità negli edifici, permettendoci di intervenire prima che il danno diventi serio. Il team di ricerca sta già lavorando per perfezionare la tecnologia, ampliando i materiali testati e migliorando la precisione. I risultati dello studio, pubblicati su IEEE Xplore, offrono uno sguardo promettente su come la diagnostica edilizia potrebbe evolversi nei prossimi anni e come questa possa giovare alla nostra salute quotidiana.

costruzioneEdiliziaumidità
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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